Le lettere d’amore non esistono più?

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di Marzia Santella

Una lettera a Babbo Natale come un fulmine mi ha riscosso dai miei pensieri e lucidamente, mi sono resa conto che ormai nessuno scrive più. Dai tempi antichi chissà quante lettere sono state scritte con l’ardore della lontananza, con la passione che sembrava sgorgare dall’inchiostro marchiando indelebilmente la carta, che fosse bianca, pezzi di sacchetto, o qualunque altro materiale vi si prestasse, marchiando indelebilmente, al contempo, il cuore di chi la riceveva. Inconcepibile adesso la sensazione che attanagliava lo stomaco dal momento che si metteva nella busta un pezzo del proprio cuore. Un’ ansia che sembrava impadronirsi dell’amato quando, spedita, si ricordava di aver fatto un errore, di aver omesso un complimento o un bacio. Ora si può solo immaginare cosa poteva essere non avere notizie per lungo tempo, cosa volesse dire un amore sospeso nei sacchi della corrispondenza. Ore e ore a pensare dove fosse la lettera, la sensazione di vederla in mezzo a tante altre durante il viaggio fino alle mani tremanti dell’amato. Come tutte le lunghe attese degli amanti, anche la lettera era un piacere fugace: mai abbastanza lunga, letta e riletta migliaia di volte, magari prima di dormire. Il momento sacro e ispirato quando ci si sedeva pronti a rispondere, pronti a donarsi tramite le righe. Baciando il foglio con l’assurda convinzione di baciare l’altra metà del cielo. Una foto, un petalo di rosa, una goccia di profumo per evocare un po’ di sé. Oramai le lettere sono rare e sopratutto commerciali. Tutto corre veloce, tutto serve subito, tutto si consuma ancor prima di essere vissuto. Come binari del treno, come i cavi della fibra ottica i nostri sentimenti, le nostre speranze e le nostre illusioni. Si inviano mail, il cellulare oggetto indispensabile ci risveglia con quel trillo del messaggio arrivato che fa sobbalzare il cuore. Si sente spesso anche quando non c’è, per interferenze elettromagnetiche dice la scienza, perché l’ansia di riceverli ci fa diventare antenne paraboliche protese nello spazio per un messaggio che segna il nostro destino, la mia spiegazione più romantica. Non importa dove siamo, quel rito meraviglioso di leggere la lettera d’amore in un posto appartato per appropriarsi di quelle parole una per una. I messaggi, nel terzo millennio, si ricevono anche attraversando la strada, guidando, facendo la spesa… spesso compromettendo la propria e l’altrui  incolumità. Uno stato di trance in cui tutto ciò che ci sta attorno si offusca: esistono solo quei caratteri che ci fanno sorridere o ci spengono il cuore come un interruttore. Tragicamente vengono cancellati gli SMS, vengono svuotati i cestini delle mail. Quel che era il nostro mondo diventa, chissà, il mondo di un altro. Come in un videogioco si passa al livello successivo. Le lettere d’amore, con la busta consumata, quelle frasi tra le pieghe del foglio rimangono, magari, dimenticate in qualche scatola. Quelle conversazioni amorose, come una magia, tolgono la polvere dal cuore, fanno commuovere, provocano una scossa emozionale anche se non sono indirizzate a noi. Sono permeate di passione e, inevitabilmente, ci si rende conto di come sia bello preservare i ricordi, tenere nel cuore l’amore che riscalda l’esistenza. La vita lenta tanto invocata è anche questo: tempo per i sentimenti. Tempo per scrivere una lettera d’amore rivelando un po’ di sé per avere un po’ dell’altro chiunque sia il destinatario: partner, figli, animali domestici, amici. Scrivere libera parti di noi e sicuramente anche se non la recapiterete di sicuro non sarà tempo perso. “ Talvolta si prende come una cattiva abitudine di essere infelici” George Eliot

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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