Jennifer Lynch al Festival del Film di Torino

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di Lorenzo Cappiello

Il secondo giorno del Torino Film Festival ha visto sicuramente come protagonista la regista Jennifer Lynch, che ha presentato il suo nuovo lavoro cinematografico, Chained, in una conferenza stampa nel corso della mattinata.

La recensione. Sara e suo figlio Tim, di nove anni, sono di ritorno da un pomeriggio trascorso al cinema. Salgono su un taxi guidato da Bob, un maniaco spietato che li conduce in una casa isolata dove uccide la giovane madre e sequestra il bambino, ribattezzandolo Rabbit. Quest’ultimo cresce con lui, incatenato alla sua branda, cibandosi solo degli avanzi del suo carceriere e per di più costretto a testimoniare le terribili violenze di Bob sulle diverse giovani ragazze che, ogni sera, porta nella sua casa isolata dal mondo. Il tutto dura per più di dieci anni, finché il mostro decide di far studiare al ragazzo libri di anatomia e di fargli assaggiare il sapore di una donna per la prima volta. Quale sarà la scelta di Rabbit? E quale sarà il suo destino? Con un finale scoppiettante, il film della Lynch racconta il cambiamento, la trasformazione degli occhi puri di un bambino nell’espressione spezzata e distrutta di un giovane uomo. Una storia cruda davvero molto interessante.

Gli attori. Non solo un trama convincente, ma anche le interpretazioni degli attori protagonisti sono incredibili. Vincent D’Onofrio è un serial killer strepitoso ed è sicuramente una conferma per il cinema mondiale. Un attore coraggioso capace di recitare in modo intuitivo. Anche il ragazzo, prima bambino, rappresenta al meglio il suo personaggio e, assieme all’antagonista, rendono il film, fin da subito, un capolavoro vero e proprio.

Approfondimento: il vuoto nel film. Il vuoto (tema principale dell’intero film) emozionale e personale di Bob (il mostro) rispecchia alla perfezione, sul piano visivo, le studiate inquadrature del paesaggio desolato in cui ha edificato la sua piccola casa. Ma non solo. Un altro tema principale dell’intero lungometraggio è l’innocenza strappata via brutalmente. Difatti, gli abusi lasciano, non solo su chi li subisce ma anche sui testimoni, un senso di debolezza e di sofferenza davvero incurabile.

Il futuro di Jennifer Lynch. Nel corso della conferenza stampa, la regista si è congratulata con tutto il cast, in particolare con l’antagonista nel lungometraggio, Vincent D’Onofrio. Proprio sul ruolo di quest’ultimo, ha affermato che l’attore farà parte anche del suo prossimo film, “A fall from Grace”, e che questo nuovo lavoro cinematografico è già in fase di lavorazione. Ma c’è di più. La regista ha anche descritto il rapporto con il padre, David Lynch, una leggenda della regia mondiale, e ha anticipato che proprio suo padre sta per accantonare la passione per la pittura per dedicarsi a un nuovo lungometraggio dopo tanti anni di assenza dal grande schermo.

Che dire. Una conferenza ricca non solo di contenuti, ma anche di anteprime. Il prossima anno, infatti, potrebbe essere l’anno del ritorno dei due Lynch. Intanto, non vi resta che andare a vedere al cinema “Chained”. Ne vale assolutamente la pena. Buona visione.

 

 

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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