‘Cronache da un quotidiano sconquasso’ a Roma: un insolito incontro con la propria anima

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Di Stefania Taruffi

Ha debuttato martedì 27 novembre  nella cornice dell’inusuale teatro Auditorium Cavour di Roma, il nuovo spettacolo di Lauro Versari dal titolo: – ‘Cronache da un quotidiano sconquasso”,  per la regia dello stesso Lauro Versari. Protagonisti una splendida e intensa Sonia De Meo e un etereo Alessandro Stella, che interpreta magistralmente al pianoforte le musiche di Leos Janàcek.

Dopo “Solite difficoltà per un omicidio”  e “La Passione di Maria M”,  Lauro Versari conclude la sua Trilogia: “L’Integrazione dell’Ombra con “Cronache da un quotidiano sconquasso’” una serata come tante di Nypsilon e Moran, fra le vestigia paurosamente riconoscibili di un mondo svuotato e inutile.
Nypsilon è una donna senza età, che ha superato la barriera del tempo e sa quale fatica portano i silenzi e le ombre, sa anche che è l’unica cosa che spinge a volte a raccontare i fatti senza che nessuno te lo chieda. Moran vive per la musica, Moran è la musica. Ogni cosa si contagia con grande facilità, di ogni cosa possiamo essere convinti. Tutto può essere raccontato, se viene proposto con la sua esaltazione, con la sua giustificazione, con la sua attenuante, con la sua pura rappresentazione.
Nypsilon e Moran, raccontano passando soltanto per il rovescio del Tempo, dove non c’è, né scrupolo, né errore, né sforzo.

La strada del teatro d’autore è certamente impervia, difficile da seguire, ma quando ciò che si vuole trasmettere arriva al destinatario, è già un successo.

Spiega il regista: “Quando ho scritto questo spettacolo mi sono spinto fino al fondo della mia ombra, ma durante le prove ho capito che non si raggiunge mai il vero fondo e che la vita ti spinge a cercare continuamente oltre il buio, sempre più giù, sempre più giù, nel ‘per sempre’ che sfortunatamente o per fortuna ci accompagna”.

Lo spettacolo inizia in maniera lenta, è difficile entrare in sintonia con i personaggi che sembrano svuotati nella follia, in uno spettrale silenzio. Invece piano piano, tra parole e musica, inizia un viaggio meraviglioso nei meandri dell’esistenza, del suo senso, nei gangli dell’anima, dei comportamenti umani. La protagonista, nel suo articolato monologo, ci conduce, attraverso la poesia filosofica, in un complesso percorso esistenziale, sempre più in profondità di noi stessi. E’ come una sorta di viaggio dell’Io che porta alla consapevolezza di sé, dei propri limiti, della verità ultima, che può essere anche la propria verità. Un percorso difficile, autocritico, che non tutti hanno il coraggio di affrontare, sia durante la propria vita, sia quando essa volge al termine e si devono tirare le somme.

Cesserò un giorno di essere il filo della continuità, il filo senza capi, quando la mia volontà si ritrarrà stanca e non vorrà più volere e non vorrà più niente, quando gli occhi saranno offuscati dalla caligine, non m’immergerò nella fonte d’acqua viva, interromperò ogni prova del Sole, interromperò l’incarnazione dell’Uomo, la regalità del Leone, il sacrificio del Bue ed io, Aquila, quarta parte del Tetramorfo, ascenderò al cielo passando per il rovescio del Tempo, dove non ci sarà, né scrupolo, né errore, né sforzo“.

L’autore-regista dello spettacolo Lauro Versari spiega: “La serata ha visto il tutto esaurito e per la salute del teatro questo è un  bene. Il mio spettacolo è difficile, usa parole poetiche, inusuali, parole che vengono dal cuore, dal centro dell’anima, parole che difficilmente si scrivono o si dicono quotidianamente; ma io sono convinto che si pensano, si vivono, ci affiancano lungo il corso della nostra vita in ogni momento. Attingiamo a loro dal nostro profondo e chiediamo loro aiuto in tante occasioni della nostra vita: quando siamo in estrema difficoltà,  nei nostri drammi esistenziali, quando siamo felici e appagati. Si dovrebbe avere più coraggio e lasciarsi andare all’abbandono, al fluire di sensazioni e parole che ci confortino perché vere, non di comodo e cioè di moda, perché scaturite dalla vita, che non perdona, che non permette distrazioni o negazioni, che non sopporta le bugie non “vere”, le lacrime trattenute. Lo so bisogna amarsi, accettarsi, confrontarsi nel quotidiano sconquasso. La straordinaria interpretazione di Sonia De Meo sicuramente aiuta tutti quelli che vorrebbero scendere” fin laggiù”, ma hanno paura del buio e del silenzio. Le delicate mani di Alessandro Stella passano sopra i tasti del pianoforte come se accarezzassero la guancia più esposta del vostro viso, uno a uno, fino all’ultimo posto della platea. Un’esperienza da vivere!”.

Aggiungo un viaggio da intraprendere. Ne vale la pena, per dare un senso, un valore alla propria esistenza. Farlo in tempo: potremmo cambiare tante cose e vivere la nostra vita in piena consapevolezza, senza ‘lasciarci vivere’. Uno spettacolo da non perdere, soprattutto per chi, questo viaggio, non vuole perderselo.

Cronache di un quotidiano sconquasso, prodotto da Oltreteatro, si protrarrà fino a domenica 2 dicembre

AUDITORIUM CAVOUR Piazza Adriana 3 ( P. Cavour )

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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