Anima/Viscera alla Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma

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di Paola Mantoan

Anima/Viscera, questo il titolo della doppia personale che lunedì 10 dicembre è stata inaugurata alla Galleria Marie -Laure Fleisch. L’evento vede protagoniste le artiste Etti Abergel e Yael Balaban e una Project Room di Ofri Cnaani e si pone a conclusione del progetto espositivo, durato un anno, “ About paper“. Israeli contemprary art”  a cura di Giorgia Calò.

Il progetto artistico  ha contemplato  4 mostre realizzate  ciascuna  alla Galleria Marie- Laure Fleisch, tradizionalmente  deputata a ospitare opere realizzate su carta.

Lo spazio espositivo vede da un lato esposte le installazioni di Etti Abergel. L’artista, nata in Israele nel 1960, vive e lavora a Gerusalemme ma è di origini marocchine.  I suoi lavori, uno dei quali site specific realizzato con materiali recuperati a Roma durante la sua permanenza, si presentano come un diario capace di realizzare un viaggio  interiore.

L’artista accumula oggetti compiendo una serie di azioni come legare, ammucchiare, dipingere, impacchettare, appendere, colare. Atti che vengono applicati agli oggetti finché essi cessano di essere ciò che sono,  perdendo l’ essenza puramente materiale e iniziano a trasformarsi in qualcos’ altro, reinterpretati dall’artista in forme diverse.

Abergel con le sue sculture appese, sembra volere staccarsi dalla dimensione concreta e tangibile dello spazio per perdersi nelle viscere di un luogo interiore.  I suoi lavori sono carichi di ricordi e memorie, come si può evincere da una delle installazioni presenti alla mostra, Variations on Happiness. L’opera è formata da classiche ciabatte marocchine realizzate con la carta, su cui è applicata una candida gessatura che sembra inglobarle, disposte a formare un cerchio.

Di matrice completamente diversa sono i lavori di Yael Balaban,  nata in Russia nel 1958 e residente in Israele da molto tempo. Le sue opere si trovano  nell’altro lato della sala espositiva.

L’artista presenta otto disegni della serie Michelangelo lovers, ispirati agli Ignudi della cappella Sistina. I muscolosi corpi torniti del Buonarroti, qui si intersecano e si fondono con voluttuosi motivi vegetali diventando così ibridi organici.

Sono corpi  che  Yael Balaban  delinea meticolosamente con una tecnica a penna densa, quasi una cesellatura, che contrasta con il bianco candido che li circonda e li stacca, in un connubio emozionale di forza e rigore.

L’esposizione procede  nello spazio della Project room con i lavori  dell’artista Ofri Cnaani che, nata in Israele nel 1975 , attualmente  vive e lavora a New York.

Cnaani espone una serie di stampe e cianografiche di piccole dimensioni raffiguranti il corpo femminile, tema centrale della sua ricerca, e che  l’artista pone in relazione ad oggetti e macchine  dando luogo a immagini  in cui l’erotismo rimanda ad aspetti controversi del femminismo in un complesso procedimento in cui la macchina, il corpo, il desiderio, il perturbante e l’estasi si compenetrano.

L’ inaugurazione è stata preceduta da una performance dell’artista stessa intitolata Yes Yes Yes.

La performance si è svolta alla Casa delle Letterature di Roma collocata nei pressi della galleria e rappresenta un percorso con una matrice fortemente mistica in cui i temi sono il rapporto tra macchina e piacere, energia , rapporto tra creatività ed estasi , realtà virtuale e piacere.

L’artista si è proposta essa stessa in un’intensa formula interpretativa e narrativa, che ha assunto come riferimento biografico personaggi mistici del passato, dando luogo a una sorta di viaggio intellettuale e fisico che si pone come passaggio da una rappresentazione bidimensionale a una tridimensionale quella che lei chiama Ecstasy machine.

Martedì 18 dicembre 2012, alle ore 18,30 nella Sala cinema del MACRO di Roma, a conclusione del ciclo di mostre, si terrà la presentazione del libro About Paper. Israeli Contemporary Art (Postmedia Books, 208 pp., ingl/ita), realizzato e promosso dalla Galleria Marie-Laure Fleisch, a cura di Giorgia Calò.

Il libro è la conclusione dell’omonimo progetto espositivo che ha visto nell’arco del 2012 la realizzazione di quattro mostre tenutesi alla Galleria Marie-Laure Fleisch di Roma, dedicate a sette artiste israeliane che lavorano con la carta e con il disegno come mezzi privilegiati di un personale linguaggio artistico: Maya Attoun, Hilla Ben Ari, Yifat Bezalel, Maya Zack, Etti Abergel, Yael Balaban e Ofri Cnaani.

Il libro vuole analizzare non solo l’attività delle artiste scelte per le mostre, ma anche più in generale la situazione artistica contemporanea israeliana nell’ambito di una produzione focalizzata sull’uso della carta e del disegno. Per avere un quadro d’insieme è stato chiesto ad alcuni curatori e direttori di musei israeliani un loro intervento critico. I diversi punti di vista servono a fornire un’inedita interpretazione del panorama artistico rivolto al disegno nelle sue varie declinazioni, attestando il cambiamento di una situazione che sta assumendo nuove prospettive internazionali.

Ronit Sorek, Curator Department of Prints and Drawings dell’Israel Museum di Gerusalemme, ha dedicato il suo intervento a quattro artiste storiche, testimoniando la loro influenza nel corso dei decenni. Edna Moshenson, Senior Curator del Tel Aviv Museum of Art fino al 2007, ora curatore indipendente e membro del Israeli Museum’s Council, partendo dalla ricerca di Moshe Gershuni degli anni Settanta del Novecento, analizza il lavoro di cinque giovani artisti. I due saggi servono a configurare in maniera storico-critica la scena contemporanea israeliana.

Il resto del volume è invece dedicato interamente alle artiste del progetto “About Paper”. Per comprendere al meglio le loro espressioni, Giorgia Calò ha realizzato delle interviste, precedute da una presentazione. Attraverso le voci delle artiste vengono rilevate le differenti specificità, spiegando le motivazioni che hanno mosso le rispettive ricerche. Queste conversazioni appaiono un valido strumento, capace di costituire una mappatura per orientarsi tra le diverse poetiche, rivelando una panoramica della complessità dei linguaggi contemporanei israeliani all’interno della quale emergono differenze significative. A completare il quadro, Drorit Gur Arie, Direttore e Chief Curator del Petach Tikva Museum of Art, ha dedicato il suo saggio a Etti Abergel ripercorrendo alcune tappe importanti della sua ricerca e del suo linguaggio, mentre Ruth Direktor, Chief Curator del Haifa Museum of Art, ha analizzato la poetica di Yael Balaban accostandola alle ricerche artistiche degli anni Settanta. A questo elenco si aggiunge un’altra firma, quella di Alfredo Pirri, artista italiano e già docente alla Bezalel Academy di Gerusalemme.

 

La mostra terminerà il 16 febbraio 2013.

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Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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