Ecologia del vivere: per poter crescere, devono vincere le idee

Di Stefania Taruffi

Prof. Mario Monti

Questo difficile anno termina con una conferenza stampa del dimissionario Mario Monti che dovrebbe ridare speranza a molti italiani: ancora esistono idee, programmi e serietà politica. Erano anni che non si poteva apprezzare in parlamento la presenza di un premier così preparato, misurato, eticamente corretto, efficace, rappresentativo, ma soprattutto con le idee chiare.

Distante dalle mediazioni politiche, dalle chiacchiere improduttive, impopolare, ma si sa non sempre è possibile distribuire carote, e il bastone fa male. Bastone che ha salvato l’Italia in due casi: da un passato ingombrante che ci ha portato verso la bancarotta e da un ventennio di farneticamenti politici e sperperi incondizionati, affogati in un malcostume generale che fa vergognare molti, di essere italiani.

Salutando il suo mandato e preparandosi responsabilmente a mettere a disposizione del paese la sua professionalità, il prof. Monti non ha presentato una sua candidatura, tantomeno alleanze probabili o possibili «Io non mi schiero con nessuno. Ma sono pronto a dare apprezzamento, incoraggiamento, a essere guida e ad assumere le responsabilità che mi venissero affidate dal Parlamento». E durante il discorso ha presentato con coerenza un manifesto da mettere a disposizione delle forze politiche, nel tentativo di «spostare il dibattito sui contenuti, piuttosto che sulle leadership e sugli schieramenti». Il manifesto titola: “Cambiare l’Italia, riformare l’Europa: agenda per l’impegno comune”.  Ovvero si tratta di un programma concreto e dettagliato, che tocca molti temi sui quali, a suo parere, si dovrebbe lavorare in Italia: cambiamento ed Europa sono le parole chiavi. Promuovere la crescita attraverso le riforme. E ancora lavoro, giustizia (compreso il conflitto d’interessi) e costi della politica.
Un richiamo, infine, alle donne: «Per la crescita e l’equità ci vuole un salto di qualità nel modo in cui le vediamo. Un Paese senza figli non guarda al futuro».

Nessuno può negare che con Monti l’Italia abbia ritrovato dignità politica e credibilità nello scenario internazionale. E una lezione del professore ora dobbiamo impararla a memoria, per non ritrovarci a fare scelte sbagliate e fatali per il destino del nostro paese: prima si scelgono le idee, poi i leader che le possono portare a compimento. Perché senza le idee non si va da nessuna parte.