Mars Volta addio

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di Emmanuele Gattuso

Diciamo la verità, non è poi questa gran sorpresa, purtroppo nonostante fossero una delle band più talentuose del nuovo millennio, si erano lasciati andare, si stavano spegnendo artisticamente secondo molti, sicuramente anche schiacciati da una presenza estremamente totalitaria come Omar Rodriguez Lopez.

Chitarrista, compositore e mente del duo, ha iniziato il percorso dei TMV nel 2001 in partnership con Cedric Bixler Zavala, messi da parte gli ormai consolidati At The Drive In, i due si sono tuffati in quest’avventura fatta di un prog-rock spinto agli estremi.

Le regole erano ben chiare: Omar decide tutto e quando tutto è pronto Cedric può scrivere i testi; il modus operandi del compositore prevede infatti che gli strumentisti siano all’oscuro della struttura delle canzoni; una volta eseguite le parti commissionategli queste venivano montate in un secondo momento da Omar. Tecnica di approccio quasi cinematografica.

I TMV hanno spiazzato e conquistato un vasto seguito con “Deloused In the Comatorium”, concept album basato sugli scritti di un amico morto, la critica li ha osannati ed è stata una delle ultime volte che ho sentito un rock che potesse veramente sorprendere.

Il seguito “Frances the Mute”, è ancora più introspettivo e strumentale, un’ulteriore crescita per la band, ma è con “Amputechture” che, secondo il sottoscritto, raggiungono l’apice della loro produzione artistica, ed è con questo album che voglio ricordare i TMV, un viaggio caotico dentro la mente di Omar accompagnato dai testi indecifrabili di Cedric, canzoni alle quali non vengono imposti limiti di tempo nè di libertà artistica.

I TMV li ho amati a lungo e ancora oggi mi capita spesso di riascoltarmi “Tetragammatron” o “Days of the Baphomet” con piacere, ma con “Bedlam in Goliath” hanno preso una strada in discesa e seppure l’album sia notevole in diversi punti tende a ripetere le scelte fatte nell’album precedente senza lo stesso pathos.

È proprio in occasione del tour di “Bedlam…” che li ho visti dal vivo la prima volta, all’Alcatraz di Milano, due ore e quarantacinque di concerto indimenticabili, una band al massimo della forma che ha eseguito la maggiorparte dei pezzi che i fan volevano sentire, Cedric che nel bel mezzo di un pezzo ruba l’asta del ride al batterista di turno (il “fenomeno” Thomas Pridgen) e la sfascia sul palco in preda ad un raptus.

Impresso nella memoria ho un medley acustico di “Asilos Magdalena” e “Cassandra Gemini”, voce e due chitarre, un regalo per i fan, ci tiene a precisare il vocalist.

Note toccanti che lentamente ci immergevano in un atmosfera intima in contrasto con il tripudio di volume, distorsione, cacofonia che aveva accompagnato il concerto.

In netto contrasto anche con la band che ho ritrovato qualche tempo dopo al teatro di Ostia Antica, in una caldissima serata di luglio, stessi elementi, stesso repertorio, ma una tensione che si avvertiva fino alle ultime file, un paio di improvvisazioni chitarra e batteria della modica durata di quaranta minuti che lasciavano un pubblico attonito e i restanti membri della band a fissare il pavimento imbarazzati, Cedric a un certo punto prende il microfono e lo scaraventa a terra, poi riparte la musica, ma appena un’ora e mezza e la band lascia il palco e un audience per lo più atterrita, per la cronaca c’è anche chi inneggia al genio di Omar, ma in cuor mio credo che fossero poco convinti anche loro.

Ecco, credo che i TMV siano stati la grande band, piena di energia del primo concerto milanese, ma che si siano lasciati trascinare alla deriva dai comportamenti egocentrici di Omar e dalle tensioni del secondo concerto.

Si lasciano alle spalle una scìa di strumentisti, tanti fan dispiaciuti, sei album che vale comunque la pena ascoltare, ma soprattutto il ruolo di una delle (pochissime!) band del nuovo millennio ad aver proposto e portato al grande pubblico un po’ di prog-sperimentazione indisciplinata a base di hard rock.

L’eredità dei Mars Volta per ora si limita ai Bosnian Rainbows, nuovo progetto di Omar, a giudicare dal singolo non credo sia valsa la pena di sacrificare il gruppo precedente, ma chissà cosa ci aspetta nel full lenght in arrivo nei prossimi mesi.

Questa è la lettera twittata da Cedric ai suoi fan:

Grazie a tutti voi fans dei Mars Volta, vi sareste meritati molto di più, dopo il modo in cui vi siete attaccati a noi con questo disco. Ho provato al massimo a continuare,

ma tutto ciò che abbiamo ottenuto sono i Bosnian Rainbows. Non posso più stare qui seduto e far finta. Non sono più un membro dei Mars Volta.

Vi ringrazio tutti sinceramente per aver comprato i nostri dischi ed essere venuti ai nostri concerti. Suonare di fronte a voi è stato splendido, non ce l’avremmo mai fatta senza di voi. Il mio sogno era di trovarci al punto in cui Jon Theodore e Ikey Owens sarebbero tornati, ma è tristemente finito.

Grazie un milione di volte per esservi interessati alla nostra band.

Per la cronaca, ho provato con tutte le mie forze a ottenere un tour completo in Nord America per “Nocturniquet”, ma Omar non ha voluto.

Credo che una pausa dai Mars Volta significhi iniziare con una nuova band, e ignorare tutto il supporto che abbiamo avuto dai fans. Ho provato più che ho potuto, ragazzi.

Tutto ciò che posso fare è andare avanti con la mia musica ed essere felice che i Mars Volta siano esistiti. Dio, se ci siamo divertiti. Grazie ancora.

Mi sento solo molto in colpa per non aver detto chiaramente la verità, perchè una pausa è solo un insulto ai fans.

A tutti i nostri fans nel mondo, grazie per esservi interessati a noi. Siete i migliori! Non credo che avrò più mai così tanti dollari.

Il mio disco vedrà presto la luce, e sono impaziente perché non ha nulla a che vedere con tutti gli sforzi precedenti.

E non sto scherzando per niente, ve lo devo, ragazzi, lo devo a tutti i fans essere serio a riguardo.

Grazie anche a tutti i membri passati che hanno aiutato i Volta. Siamo esplosi come una cometa e abbiamo lasciato il segno!

Se mi incotrate di persone e voletere sapere il perché, vi racconterò la mia storia.

Per favore, siate felici che sia successo e ricordatevi tutta la resistenza che ho incontrato per aver creato una nuova band nel 2001.

UNA MENZIONE SPECIALE A TUTTI I FANS DEI VOLTA CHE HANNO INONDATO LA PAGINE FACEBOOK DELLA WARNER SENZA AVER NIENTE IN CAMBIO! Sono onorato! Grazie

E,  per la cronaca, sono ancora innamorato degli ATDI. La prova è nella MIA performance. Non sarei mai salito sul palco se il mio cuore fosse stato altrove.

Ho cancellato dei concerti, precedentemente, perché sapevo bene che il mio cuore non fosse lì in quel momento. Perché? Perché è un insulto al pubblico.

Per essere chiaro, non sono arrabbiato. Volevo solo essere onesto con le persone che mi hanno permesso di vivere suonando la mia musica.

Cosa dovrei fare, essere una moglie progressive a cui sta bene guardare il partner che scopa con altre band? Un tour è un debito che abbiamo con i fans”.

 

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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