Colapesce e Meg: bipolare tour o autelesionismo in tandem?

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di Federico Aniballi

Colapesce e Meg dopo un trionfante tour in giro per l’Italia, approdano finalmente all’auditorium Parco della musica di Roma e sorprendono, nel bene e nel male, con il loro “bipolare tour”. In effetti rispetto a questo live ci sono tante cose “pazze” da scrivere; del resto come loro stessi hanno lasciato intendere col titolo del tour, per bipolare si intende un disturbo clinico che implica una oscillazione da un polo psichico all’altro, da un tono umorale alto, ad uno basso;  dalla depressione alla maniacalità, dall’eccitazione all’inibizione, ma per certi versi anche un’oscillazione dal bene al male, dal buono al cattivo, dal giusto allo sbagliato. E in effetti questa nuova coppia della musica italiana non delude le aspettative perché nel concerto c’è davvero tutto il bene ed il male che si potesse mettere insieme, ovvero i testi magnifici di Colapesce e la voce straordinaria di Meg, ma anche le limitate doti canore di lui e gli arrangiamenti elettronici e minimalisti cari a Meg ma poco nelle corde di Colapesce, che detto fra noi, più che Colapesce, sembrava un pesce fuor d’acqua. In effetti la loro è davvero una strana coppia, perfetta nel duettare nel singolo di successo “Satellite” ma poco adatta a calcare lo stesso palco.  Tutti conoscono Meg per il suo estro e soprattutto per la sua straordinaria voce concessa per anni ai 99posse e poi tenuta tutta per sé per tentare una carriera, mai del tutto riuscita, come cauntautrice elettro-pop.  Colapesce invece è un giovane artista siciliano che si sta imponendo a suon di premi e buone critiche nel panorama italiano grazie ai suoi testi inusuali quanto efficaci espressi in modo spesso cupo ed introverso ma che “feriscono” e lasciano il segno. Insomma per sintetizzare: lui mago della penna e lei della voce, ma allora perché non mettersi insieme come Battisti e Mogol invece di ostinarsi a duettare live dove si evincono più i limiti che i pregi dell’uno e dell’altra?

La voce di lui imbarazza ei testi di lei non colpiscono. Separatamente, e nel loro genere, invece credo siano entrambi magnifici; non a caso ho già comprato la versione deluxe del primo album di Colpesce: un “meraviglioso declino”, perché assolutamente straordinario. Ma allora mi chiedo e dico: perché sapendo (altrimenti sappilo n.d.r) avendo doti canore limitate, mettersi accanto una come Meg, con una voce così unica e straordinaria? Questo non è solo bipolare, ma anche autolesionista. Detto ciò rimane il fatto che sul palco, allestito da lenzuola e lampadine che alimentavano l’atmosfera pazza, si sono esibiti due grandi artisti che meritano grande attenzione che tuttavia, se messi insieme, creano una nota troppo dissonante, per certi versi fastidiosa perché si è consapevoli che nel bene degli intenti, c’è anche il male del risultato; nel buon umore di ascoltare la voce di Meg, c’è il cattivo umore di sentire quella di  Colapesce; nella rabbia di trovarsi spaesati, ci sono sempre i testi di un “meraviglioso declino” a guidarti verso la felicità: insomma davvero bipolari (forse pure l’articolo).

foto di Roberto Panucci

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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