Ecologia del vivere: La fiera del cattivo gusto

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Di Stefania Taruffi
Politica, Storia, Religione. Temi importanti, sacri, o semplicemente determinanti nella vita di un paese: in Italia, questi grandi temi, diventano barzellette. In questi giorni viviamo immersi in una campagna elettorale frettolosa e dai contenuti mediocri, in un quadro politico incerto, sommersi da fiumi di parole inutili e sketch degni di uno spettacolo circense; il Papa ha abdicato, dopo che siamo venuti a conoscenza degli ennesimi scandali legati a imprenditori corrotti e agli abusi dei poteri economici.  Questi fatti passeranno alla storia immersi in una fitta nebbia di collusioni, omissis e la solita mancanza di coerenza, managerialità ed eticità. Senza contare i debiti accumulati e già dimenticati. Poco importa che la Grecia sia al collasso, che a breve sarà gentilmente accompagnata alla porta dell’Europa e lasciata al proprio tracollo. Delle ‘tragedie’ greche parlano solo i giornali internazionali, da noi neanche un accenno. Non ci preoccupiamo di queste cose, a noi piace ridere e giocare. Di meno studiare, leggere, capire, approfondire, agire. Noi furoreggiamo su mondi paralleli, i social network, producendo spazzatura e spettacoli comici, con l’aiuto di Photoshop. D’altronde non è un comico, l’uomo che ci può salvare, che ci farà uscire dai soliti schemi politici portando aria nuova nel Parlamento?

Su Facebook Berlusconi imperversa in vignette d’ogni tipo: in quelle dove restituisce tutto a tutti, anche le cose più improbabili come “o scarafone a mamma sua..” oppure lo ammiriamo in veste di carnefice: “Sostituirò Hannibal Lecter”; In altre, con l’ausilio di Photoshop,  lo hanno travestito da Papa, date le sue conosciute manie di grandezza, a “restituire le indulgenze”; oppure in una pagina viene “avvistato mentre si compra le scarpe rosse”.  Compare perfino nel volto della Gioconda e  una scritta annuncia che restituirà anche lei, agli italiani!

E poi c’è il Santo Padre, che siccome twitta come uno di noi,  può essere abbassato, senza censure, al nostro livello, la sua sacra figura inquinata dalle faccende politiche, dal festival delle canzonette o da quant’altro . Fanno sorridere le boutade del tipo: “Il Papa si è dimesso, ora un papato tecnico”, oppure “Comincia la campagna elettorale dei cardinali: alcuni si sono fatti immortalare con i cagnolini in braccio..”. Francamente però m’inquieta un pò vedere l’immagine del Santo Padre che alza le mani al cielo esclamando: “Sto lontano dallo stress, mi dimetto e gioco a Pes”. Per non parlare delle disgustose immagini di Benedetto XVI pestato a sangue: non ho fatto in tempo a leggere il commento correlato, in quanto una buon’anima, pentita, ha eliminato il post.   Per i golosi è comparso  anche un: “Solo la nutella è per sempre”;  i lussuriosi hanno infilato a Ratzinger un paio di Ray-Ban con il sottotitolo: “Dopo il rave al Vaticano ci sta l’after”.  I superbi hanno incoronato successore, Silvio Berlusconi. Gli irosi, che ce l’hanno con il sistema, hanno ritratto il Papa accanto a Mario Monti, facendogli esclamare: “Mi dimetto perché il posto fisso è noioso”.

Nei flash  rapidi delle notizie di ogni tipo, che ogni minuto si affacciano sul web, va di moda catturare e condividere tutto, anche la spazzatura,  nella propria bacheca-teatro di Facebook, o nel profilo Twitter. Il trionfo della battuta facile, della mistificazione e del cattivo gusto.

 

 

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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