Ludovico Einaudi, il pianista dell’anima

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di Cinzia Colella

Ludovico Einaudi è uno dei pianisti italiani più apprezzati, un compositore  che meraviglia con i suoi pentagrammi di note fluide e passionali. A tre anni da “Nightbook”, il 21 gennaio è uscito il suo ultimo album “In a Time Lapse“, presentato in concerto ieri sera all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Un capolavoro vero che il Maestro ha raccontato così: “Quando diventi cosciente che il nostro tempo ha un limite, è il momento in cui cerchi di riempire quello spazio vuoto con tutta la tua energia e ricominci a vivere ogni istante della tua vita in modo pieno come quando eri bambino”. E la sensazione che pervade durante tutta la performance è di straordinaria forza: espressiva, visiva, sensoriale.

Sul palco c’è il pianoforte, bussola per gli undici musicisti che corredano le esecuzioni, enfatizzando partiture soavi e decise. Da subito si è catturati dalle atmosfere cosmiche e primordiali della musica: “Mi sono ispirato al libro “Walden” di Henry David Thoreau: la storia di un uomo che vive in solitudine in un bosco per due anni. Le quattordici composizioni sono rami dello stesso albero: è un disco pensato come una lunga suite per vedere  l’albero e  la foresta. Il dettaglio e l’insieme, tutto contemporaneamente”. E, ad ascoltarlo, è proprio così.

Nuove tessiture sonore e arrangiamenti si stratificano, si rincorrono, si alternano per tracciare un percorso temporale inconscio che l’ascoltatore non percepisce, sente. Le suggestioni barocche, si mescolano a quelle tardo romantiche degli archi, agli echi popolari della pizzica salentina, alle percussioni primitive e all’elettronica. Un viaggio intimo che riconnette alle sorgenti profonde dalle quali sgorgano gioia, felicità, pathos. Passione.

S’ innescano dei meccanismi che trasportano l’ascoltatore in un’altra  dimensione, fatta di carezze all’anima per risvegliare il pallore dei sentimenti spesso ignorati. La consapevolezza del tempo che passa, che corre a perdifiato, induce a rallentare la pigrizia del cuore statico e a percepirne i battiti, il movimento.

Non vi stupite quindi se vi scoprirete commossi alla fine di ogni esecuzione.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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