I’m lovin’it?

image_pdfimage_print

di Vanessa Mannino

In un’era in cui i pranzi si fanno più frequentemente fuori casa, in un’era in cui ci si affida più alla logica del fast food piuttosto che alle famose “tagliatelle della nonna”, è quasi sorprendente leggere le 44 pagine di ” McNUDO: 100 buone ragioni per stare alla larga da McDonald’s “: opuscolo che fornisce una lettura alternativa sulla realtà che si nasconde dietro un’allegra apparenza.
Prendiamo in considerazione il logo, che per gli studiosi di semiotica, e non solo, equivale al “marchio” attraverso cui vengono messi in atto importanti strategie di marketing.
Il logo giallo e rosso, di cui poco si parla, la M tondeggiante simbolo di Mc Donald’s, secondo Ariès, riconduce alla forma del seno, materno ed erotico.
Il rosso evoca la passione, il dinamismo, il sesso. Il giallo rappresenta l’intelligenza, l’oro, l’espansione. E’ un’immagine martellante che ci entra in testa, per poi entrare sottilmente nei consumi.
Ma non solo il logo contribuisce a creare in noi dinamiche persuasive attraverso le quali avvicinarsi al McWorld.
McNUDO sottolinea come l’alimentazione di McDonald’s non sia come le altre, soprattutto per la  precisone meccanica del loro formato, elementi non trascurabili del McMarketing.
Lo sapevate che una porzione di patatine grandi è sempre uguale a 1,42 volte quella normale? L’involucro che le contiene rafforza l’idea di igiene ma anche l’illusione di un maggior volume (le patatine, infatti, escono dal contenitore, sembrano quasi straboccare).
E sapevate che non è un caso se l’hamburger (che pesa 103 grammi e misura 10 cm) esce sempre fuori dal pane?  Il pane, come l’involucro delle patatine, è di misure ridotte per dare un’idea di abbondanza.
I nuovi involucri poi, con  immagini che contornano la scatola raffiguranti sacchi di farina, uova fresche, insalata dell’orto e d’orate spighe di grano, rimandano implicitamente ad una freschezza e genuinità. Per non parlare dei nomi dei “gustosi panini” che rinviano a prelibatezze di qualità tipiche locali, come il McItaly i cui ingredienti “dovrebbero” provenire dal luogo d’origine.
Insomma, strategie di marketing invisibili a molti che tendono a far prevalere una qualità virtuale non corrispondente a quella reale.
Il bambino poi è il cliente preferito dal mondo pubblicitario del Mc, il quale tocca i cinque sensi: il colore vivo e brillante di ogni cosa, la gratuità dei numerosissimi gadgets, la fischiettabilità dei suoi ritmici ritornelli e l’acquolina in bocca creata dagli esaltatori di gusto presente in ogni cosa…. tutti elementi che attraggono il bambino e lo legano sempre più al mondo del noto fast food.
Non a caso la novità di McDonald’s è l’organizzazione di compleanni, gioiosi momenti che il McMondo riduce a numeri, calcoli e strategie:
15 minuti per i preparativi, 10 minuti per l’accoglienza, 5 per raccogliere le ordinazioni, 10 minuti per portare le cose ordinate,e infine 30 minuti per mangiare e giocare.
Un mondo, quello del McDonald’s, estremamente globalizzato e globalizzante, un mondo in cui, puoi ritrovarti a casa anche nell’altro capo del mondo.
Un mondo uguale: sempre e dovunque.

Mario Masi

Mario Masi

Master in Scienze Ambientali. Autore di: "No Slogan, le bugie al tempo dei catastrofisti". Direttore responsabile di Itali@Magazine.

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *