Il ritorno alle radici cristiane di Papa Francesco

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di Maria Rosaria De Simone

“Annuntio vobis gaudium magnum. Habemus Papam” con queste parole venerdì scorso è stato annunziato il nuovo Vescovo di Roma, Francesco, che ha appena incontrato cinquemila addetti all’informazione nell’Aula Paolo VI.

Dunque, la sua prima udienza è stata con il settore giornalistico e questo la dice lunga su quanto stia a cuore al nuovo Pontefice, la corretta informazione ed un buon rapporto con chi vi opera.

“Il ruolo dei mass media è andato sempre crescendo in questi ultimi tempi – ha detto ai giornalisti- tanto che è divenuto indispensabile per narrare al mondo la realtà contemporanea”.

Papa Francesco si è mostrato gioviale e sorridente, con modi garbati e semplici. Ha dedicato molta attenzione nel ringraziare a dovere tutti coloro che hanno lavorato nei giorni scorsi riguardo all’informazione.

“Avete lavorato!” a queste sua parole l’Aula ha accolto un’ovazione di applausi nei suoi confronti.

Il papa ha anche spiegato la scelta del suo nome e ha confermato quello che il popolo cristiano aveva intuito. Il suo nome é ispirato a quello del poverello di Assisi, che attraverso il suo esempio di vita e la sua fede, ha permesso che la chiesa, si risollevasse da un periodo di grave crisi.

“Come vorrei una Chiesa povera e per i poveri!”

Queste sono state le parole del Papa stamane e rivelano il cuore di quella che sarà la sua riforma della Chiesa e lo stile di vita a cui si ispira. Il Papa ha anche aggiunto che molti gli avevano suggerito diversi nomi, tutti con un significato ben preciso. Ad esempio, qualcuno gli aveva proposto di chiamarsi Clemente, per potersi, dopo secoli, vendicare del Papa Clemente XIV che abolì la compagnia di Gesù. Papa Francesco è infatti il primo Papa gesuita della storia.

Ma lui ha voluto seguire l’ispirazione del suo cuore.

Tutti i cristiani, appena hanno ascoltato, mercoledì scorso, in Piazza S. Pietro, il nome scelto dal nuovo Papa, hanno immediatamente pensato che questo pontefice potrebbe davvero essere chiamato da Dio a ricostruire dalle fondamenta una Chiesa, ‘sgarrupata’, fortemente piagata da scandali e problematiche serie.

E tutti hanno sperato un nuovo corso per la Chiesa che,  in fondo,  molti hanno mostrato di amare in questi giorni e di desiderare che essa rimanga un faro e una guida spirituale per  le nazioni.

E tutti guardano ad ogni suo gesto con la speranza di trovare conferma ai loro desideri, con la speranza che il vento dello Spirito Santo avesse davvero soffiato sull’uomo giusto, al di là di ogni previsione umana che aveva visto altri candidati ben più forti, come  papabili.

Tutti  hanno amato il modo in cui si è presentato al mondo, Mercoledì, rivolgendosi alle persone chiamandole “fratelli e sorelle”.

Anche la semplicità, nel vestire, il non desiderare orpelli da indossare, il non volersi spostare con mezzi troppo lussuosi e poco adatti ad un papa, il voler mantenere uno stile di vita semplice. Tutti  segni che i Cristiani e gli uomini di buona volontà stanno guardando con stupore e speranza.

“La Chiesa esiste per comunicare questo: la verità, la bontà e la bellezza in persona. Siamo chiamati tutti non a comunicare noi stessi ma questa triade esistenziale. La Chiesa, pur essendo una istituzione storica, non ha natura politica ma è spirituale”.

Insomma, un ritorno alle radici cristiane. Un ritorno al messaggio autentico, quello di Gesù, senza il quale la Chiesa non esisterebbe.

Aspettiamoci di tutto da Papa Francesco.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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