“Sulla strada per Roma” con Alysa

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di Cinzia Colella

Ha solo 21 anni e dietro a quegli occhi orientali si nasconde un universo immenso. E’ Bingyuan Lu, più nota come Alysa, la talentuosa artista cinese che fino al 30 marzo sarà presente negli spazi espositivi dell’ Associazione Culturale TRAleVOLTE, in zona San Giovanni a Roma.
E proprio alla città Eterna è dedicata la mostra “Sulla Strada per Roma – Road to Rome”: trentuno opere pittoriche che riportano una città fatta di emozioni più che di luoghi riconoscibili. L’estro creativo della pittrice è attraversato da suggestioni e guidato da pulsioni come spiega Giorgio Spoto, il curatore: “Per Alysa la pittura è corto circuito dell’immaginario che si materializza. E’ l’epifania della realtà che svela, folgorando lei stessa. E’ un ragionare in forma poetica sugli eventi; è ansia di realizzazione; è timore di non riuscire. E’ agonia di sentimenti che gli altri non sono in grado di comprendere. I colori sono simboli, codici di interpretazione. Forti per provocare, tenui e stemperati – fino a lasciar quasi intravedere la tela – per stimolare lo spettatore. Si percepiscono il silenzio, l’assenza di comunicazione, la solitudine e la paura per il futuro. L’artista cede a pennellate materiche e decise, prive di contorni e rifiniture, disegna figure definite nei tratti essenziali: prendono forma personaggi inquieti e reattivi, che celano segreti“.

Alysa intrappola nelle sue pennellate tutto il sentire che muove quel gesto, ora impetuoso ora controllato e preciso; piccole campiture si alternano a sciabolate di colore materico denso. La talentuosa padronanza dell’uso che ne fa ha delle sfumature quasi impressioniste sostenute da una profonda consapevolezza espressionista del colore. Le tele sono quasi tutte di grande formato, ma non abbastanza grande per accogliere tutto quello che vorrebbero raccontare.

Gli stati d’animo riprodotti sono estremi, senza mediazioni e si alternano tra l’angoscia imperitura della condizione esistenziale e la gioia passeggera di un momento infinitesimale. Proprio come si intervallano i tempi di uno spartito musicale: grave, adagio, moderato, allegro, vivace, sono gli andamenti che si alternano nelle tele e che tante volte proprio Alysa ha suonato al suo piano.

Circus è un ciclo in cui la malinconia e la solitudine dei soggetti umani rappresentati ricordano molto il periodo blu di Picasso: toni freddi, sguardi persi in un altrove troppo lontano da raggiungere, al momento. “L’uomo nella nebbia” raccoglie le opere in cui la condizione umana è messa a nudo, isolata dall’indifferenza dei suoi stessi simili; “Addio” descrive tele sfumate, non definite, in cui la memoria è essa stessa nostalgia di un ricordo. In “Zingara solitaria” trattiene sempre una malinconia di fondo, ma l’esplosione di rossi solleva da ogni peso e i vortici di colore che avviluppano le figure attirano lo spettatore in una spirale di euforia.

La mostra di Bingyuan Lu – Organizzata da Raffaella Giuliani e Cecilia Felici con la supervisione artistica di Mirella Rodriguez – rientra in “Babele 2013″, il ricco programma di manifestazioni culturali ed artistiche con lo scopo di creare un ponte tra l’Italia e la Cina e per promuovere i giovani artisti. E’ il primo di una serie di eventi progettati con l’intento di costruire una casa comune nella quale lingue e culture diverse possano esprimersi, comprendersi e interagire parlando il linguaggio universale di tutte le Arti: Pittura, Scultura, Musica, Danza, Teatro, Moda e Architettura.

Quello con la Cina è un dialogo costante e proficuo che già nel 2006  – con l'”Anno dell’Italia in Cina” – ha stretto collaborazioni importanti, consapevoli dell’eccezionale slancio vitale in termini economici, scientifici e culturali che proviene da quella parte di mondo.

 

“Sulla Strada per Roma (Road to Rome)” di Bingyuan Lu

Dal 15 al 30 marzo 2013

Galleria TRAleVOLTE – Associazione Culturale
Piazza di Porta San Giovanni 10 – Roma

Tel/Fax +39 06 70491663
Orari 9.00–13.00 e 16.00-19.00

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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