Ecologia del vivere: la Poesia si festeggia il primo giorno di primavera

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Di Stefania Taruffi

“Paris at night” Jaques Prévert

Il 21 marzo di ogni anno l’UNESCO celebra la Giornata Mondiale della Poesia, riconoscendo all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo interculturale, della comunicazione e della Pace.

Per la giornata di quest’anno, la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, in collaborazione con il Dipartimento di Lingua, Letterature e Culture Straniere dell’Università di Roma Tre e il Museo Nazionale dell’Alto Medio Evo, ha organizzato un evento culturale incentrato sulla poesia, presso la sala “Opus sectile”, con la partecipazione di alcune poetesse impegnate nell’arte e nel sociale, che offrono al pubblico del museo, agli studenti di Roma Tre e di alcune scuole associate Unesco, un saggio delle proprie opere. Fra queste si segnalano Fausta Squatriti, artista multimediale e letterata, Eiléan Ni Chuilleneanain, letterata e docente universitaria presso l’Università Trinity di Dublino, Maria Josefa Flores Requejo, docente di Filologia spagnola presso l’Università dell’Estremadura.

Cos’è la poesia? Molti hanno provato a descriverla, non tutti la comprendono e la amano. La poesia è una forma mentis, quel quid che è partorito con te, che fluisce nel tuo sangue, un pezzo della tua stessa carne, un organo, un’essenza innata che si sviluppa in te negli anni, che nasce e muore ogni giorno, che fluisce come un pensiero e te la porti dentro per tutta la vita. E’ un odore, un colore, un’immagine, un suono che ti sfiora l’anima, un segno che s’imprime sulla tua pelle come un tatuaggio. E’ un guizzo del cuore e della mente che si traduce in armonici versi, in ritmi come battiti del cuore, in melodie scritte. E’ una visione del mondo che non si può acquisire, imparare ad amare. O la si ama o la si odia.

Nei secoli la poesia si è allontanata dagli schemi sempre più opprimenti della metrica, della cadenza, del suono, della rima, per liberarsi nei versi sciolti ed è divenuta una forma di espressione pura, interiore, di arte per l’arte. Perché la poesia è un’arte, l’arte di esprimersi in versi.

Quell’anima sensibile di Roberto Benigni nel film “La Tigre e la neve ha saputo meglio di tutti descrivere ai suoi alunni cos’è la poesia: “Avete capito la poesia non è fuori, è dentro. Cos’è la poesia non chiedermelo più, guardati nello specchio la poesia sei tu”.

E ancora, sull’uso delle parole in poesia: “…E scrivetele bene le poesie cercate bene le parole, dovete scegliere, a volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola, scegliete, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere….”.

Il senso della poesia ha molto in comune con il senso del misticismo: è il senso dell’originale, del personale, dell’ignoto, dell’arcano. Rappresenta l’irrappresentabile, vede l’invisibile e sente l’inascoltabile. Esprime di là da mille altre parole, con immediata pienezza, l’essenza più intima del nostro autentico sentire.

La sostanza della poesia è in realtà sfuggente, come si sottrae a qualunque controllo l’attività del poeta. E’ un afflato, un respiro dell’anima, un soffio di vento, una potente energia permeante che s’ispira all’interiorità e ai dettagli del mondo, li rielabora e li rende agli altri in una veste accurata, adorna, gentile.

Chi legge e scrive le poesie, ha gli scaffali pieni di poeti e nelle loro parole, si sente a casa.

Spesso, la poesia viaggia insieme alla musica. E’ essa stessa musica. La poesia è soprattutto amore, è avere cura del prossimo, è sentire le cose con amore. E’ anche follia, o presunta follia. Perché  è insita nelle anime tormentate, ferite, solitarie e guerriere, in eterno conflitto con se stesse, nelle anime scavatrici di verità ed emozioni. Ne sapeva qualcosa Alda Merini, che oggi vorrei ricordare in uno dei suoi splendidi versi:

www.aldamerini.it

Ape Regina

Accarezzami musica
scorri su me come acqua d’argilla,
scorri sulla mia bianca pietà:
io sono innamorata di un aedo,
sono innamorata del cosmo tutto,
sono piena d’amore
sono l’ape regina col ventre gonfio dei due golfi perfetti,     
dolcissimo chiaro preludio
a una polluzione d’amore.
L’uomo scorre sulle mie bianche viscere non s’innamora mai
perché sono accademia di poesia.

 

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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