Facciamo in modo che ogni giorno sia la Giornata Mondiale dell’Acqua

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di Lorenzo Tagliaferri

L’oro blu. Mai definizione è stata più adatta per chiarire il valore di un elemento che più di ogni altro contribuisce allo sviluppo della vita e alla sua conservazione. L’acqua ci permette di mantenere integrità fisica e psicologica, attraverso il suo sfruttamento ci garantisce la possibilità di accaparrarci nutrimento e di sviluppare nuove fonti di approvvigionamento energetico per il sostentamento di servizi essenziali per la sopravvivenza sociale. Il nostro stesso corpo, per il 60%, è formato da acqua. Solo queste poche prerogative possono aiutarci a capire il senso e l’importanza di un coscienzioso sfruttamento dell’acqua e l’assoluta necessità che questa sia, nelle migliori condizione di pulizia possibili, accessibile a tutti gli esseri viventi del pianeta. Oggi, l’Organizzazione delle Nazioni Unite, per il ventunesimo anno consecutivo ha voluto ricordarci, con la Giornata Mondiale dell’Acqua, quanto siamo ancora lontani dalla possibilità di fornire l’oro blu a tutti gli abitanti del pianeta, ma ha anche voluto evidenziare come a contribuire a questa situazione sia soprattutto la mancanza di iniziative atte a equilibrare i consumi e ad eliminare o limitare gli sprechi. Nel mondo si contano più di un miliardo di persone che non hanno accesso al consumo di acqua potabile e più di due miliardi e mezzo di persone prive di servizi igienico-sanitari in buone condizioni. Per questo è un imperativo assolutamente attuale quello di trovare e riconoscere tutte quelle realtà innovative in grado di rivoluzionare l’attuale sistema di sfruttamento delle acque potabili soprattutto per prevenire disagi in aree del mondo nelle quali sono in lento ma inesorabile esaurimento le riserve acquifere sotterranee. In quest’ottica si colloca il Water Award, il premio istituito dalle Nazioni Unite per la gestione sostenibile delle risorse idriche. Il premio si divide in due categorie: nella prima vengono premiate tutte quelle pratiche utili a migliorare la gestione dell’acqua e nella seconda vengono premiate le migliori pratiche educative per la partecipazione, la comunicazione e la sensibilizzazione al problema dell’acqua. Nella prima categoria a ricevere il premio è stata la città giapponese di Kumamoto che si trova nella parte meridionale del Giappone e più precisamente sull’isola di Kyushu. La città di Kumamoto riesce a fornire acqua minerale pura e cristallina a tutti i suoi 730.000 abitanti grazie alla conservazione e rigenerazione delle riserve acquifere attraverso lo sfruttamento di vecchie risaie ormai in disuso e delle foreste vicine alle zone di displuvio. Per la seconda categoria è stato premiato il progetto “Acqua e igiene per tutti” della Repubblica della Moldova. Nella repubblica della Moldova, secondo studi risalenti al 2006, l’acqua potabile nelle zone rurali era accessibile solo al 15% della popolazione e i servizi igienici essenziali venivano utilizzati solo dal 55% degli abitanti di zone rurali. L’iniziativa del Governo Moldavo e del NEAP (Piano Nazionale di Azione per l’Ambiente) non solo si prefigge di eseguire lavori per adeguare la disponibilità di acqua potabile per tutta la popolazione, ma si impegna a mantenere pulite le fonti idriche nelle vicinanze dei pozzi pubblici per impedire l’inquinamento incrociato di differenti fonti idriche. Un’iniziativa che non attiene solo al governo ma che volontariamente coinvolge la popolazione stessa che ogni anno, in primavera, si attrezza per la ripulitura delle fonti per mantenere la potabilità delle acque, l’integrità di tutti i sistemi acquatici del territorio e la protezione della diversità biologica. La nostra esistenza non può prescindere dall’acqua e la sua conservazione è fondamentale per la nostra sopravvivenza. Lo è oggi e lo sarà ancor di più domani e bisogna fare tutto quanto in nostro potere per far si ogni giorno sia la giornata mondiale dell’acqua.

Per saperne di più: http://www.unwater.org/water-cooperation-2013/home/en/

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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