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Ciao Jannacci, poeta in scarpe da tennis

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Jannacci aveva 77 anni ed era da tempo malato di cancro. Il cantautore è morto circondato da tutti i suoi familiari.

Enzo Jannacci si innamorò del jazz, in anni, nella Milano anni Cinquanta.  Nel 1956 scopre il rock e suona le tastiere nei Rocky Mountains, con Tony Dallara alla voce. L’anno successivo l’incontro con Adriano Celentano e il progetto dei Due Corsari con l’amico Giorgio Gaber.

Il successo con ‘Vengo anch’io’ nel ’68 che divenne un tormentone nazionale ancora in voga oggi. Seguirono ‘Quelli che’, ‘Armando’, ‘Messico e nuvole’, ‘Ci vuole orecchio’, ‘Ma mi’, scritta con Strehler, ‘Ho visto un re’ scritta con Dario Fo. Una lista interminabile. Ma il successo non cambiò Iannacci, un personaggio fuori dal coro, che suonava per puro diletto, avendo un ‘mestiere’ vero, era infatti diventato cardiologo specializzandosi con Barnard.

E continuò ad esercitare la professione medica fino al primo gennaio del 2003, nel giorno della morte dell’amico Giorgio Gaber.

 

Redazione

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ll senso della vita credo stia proprio nel cercarne il senso. E credo che l’arte, la cultura e anche le passioni rispondano proprio a questo: contribuire a dare un senso alla vita. -Emilio Tadini

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