Diana Tejera: Al cuore fa bene far le scale

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di Mario Masi

Quando la Poesia e la Musica si incontrano su un terreno di passione comune nascono opere come ‘Al cuore fa bene far le scale’ (Voland/Sunnybit), libro-cd nato dalla collaborazione fra la poetessa Patrizia Cavalli e la cantautrice Diana Tejera.

La magia delle parole che sposano le note, senza mai sovrapporsi, danno vita ad un album da ascoltare più volte per coglierne i toni e colori, per apprezzarne i vari livelli di significato e di bellezza contenuti, dove le parole inedite di Patrizia scritte per le musiche di Diana, e le musiche originali di Diana composte per alcune poesie già edite di Patrizia si intrecciano mirabilmente. Parlando con Diana traspare vivo il sentimento con cui è nato questo album.

Com’è nata questa iniziativa?
E’ nata veramente guidata dalla passione, non è stato un progetto frutto di un calcolo a tavolino. Essendo una grande ammiratrice di Patrizia Cavalli, un giorno, senza pensarci, mi sono messa al pianoforte e ho musicato una di queste poesie (Diventai buona), che non aveva rime, nè chiaramente un ritornello. Mi sono molto emozionata perché la melodia che avevo composto per quelle parole coincideva perfettamente con la struttura della poesia. A quel punto ho cercato, attraverso l’Einaudi, la casa editrice, un contatto con Patrizia. Quando le ho mandato la canzone è rimasta un po’ perplessa, perché a lei piacciono le canzoni, semplici, immediate, pop. Però mi ha chiamato ed è rimasta sorpresa dal fatto che non mi offendessi quando definiva la mia canzone un po’ fluttuante e destrutturata e mi ha invitata a casa sua ed è nata una bella amicizia, abbiamo iniziato a frequentarci anche con Chiara Civello. L’idea del disco è così nata naturalmente, dal nostro entusiasmo che cresceva. Patrizia ha iniziato a divertirsi e a scrivere anche dei veri e propri testi inediti per la mia musica.

Che difficoltà hai incontrato ad adattarti al sistema metrico delle poesie?
E’ stata una esperienza completamente nuova per me ma la cosa bella è che è avvenuta senza sforzo. Mi facevo guidare dalle parole e naturalmente nasceva una melodia, senza bisogno di cambiare una sola parola.

Sei riuscita a creare delle vere canzoni
Si, non sono come quelle canzoni che si trascinano senza una melodia ben precisa, come certi cantautori.

Nell’epoca dei talent e delle canzoni fatte con il misurino per piacere a quante più persone possibili, hai avuto problemi a portare avanti un progetto così coraggioso?
Inizialmente è stata giudicata troppo ambiziosa la mia scelta ma io ero più che convinta e sono riuscita a contagiare gli altri con il mio entusiasmo e determinazione. La mia casa discografica dopo aver ascoltato le canzoni si è convinta a pubblicare il disco.

Nel disco ci sono vari colori, per esempio ‘Al cuore’ ha una melodia gioiosa, molto orecchiabile, che si fissa nella testa
Infatti! E’ una delle canzoni scritte quasi interamente da Patrizia Cavalli e rispecchia la sua idea di canzone, facile e diretta

‘Terapia’ ha una vena quasi punk
Si, è un punk acustico (ride) che Patrizia adora. E’ venuta così per seguire il senso delle parole. Un giorno eravamo in un bar e mi ripeteva le frasi della poesia con tono ossessivo (me le canta) chiedendomi di musicarle e a me è venuto questo riff che mi sembrava perfetto.

Ne ‘La mia robiera’ hai inserito anche quella che Patrizia Cavalli chiama ‘la chitarrina’
Sì, l’ukulele, quella che le ricorda il Trio Lescano (ride). Quella è stata la terza poesia che ho musicato ed è stata quella con cui l’ho conquistata. In effetti l’ho composta su una spiaggia della Sardegna, in una atmosfera leggera e gioiosa. Quando Patrizia l’ha sentita mi ha obiettato che con un testo così drammatico avevo composto una musica da Trio Lescano, poi è rimasta incuriosita da questa dissonanza e dal fatto che non avevo enfatizzato il testo ma lo alleggerivo con un tocco diverso.

Che risposta del pubblico hai avuto?
Ho riscontrato curiosità, interesse e sorpresa. Dal progetto traspare tutta la passione e il divertimento che ci sono stati. Le persone si stupiscono positivamente nel vedere che anche Patrizia Cavalli in occasione delle presentazioni si mette in gioco cantando e suonando con me. Essendo lei una delle più grandi poetesse contemporanee ci capita di presentare il nostro lavoro sia in contesti più formali, come al Festival della Letteratura in Svizzera o, prossimamente, alla Casa Italiana della New York University, sia nei club. La cosa bella è che questo progetto riesce ad arrivare sia gli adulti che ai giovani.

foto: Matteo Nardone

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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