Bianca come il latte, rossa come il sangue: con Leo, Beatrice e il Sognatore

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di Rosetta Savelli

La vera forza di Leo, Beatrice ed il Sognatore è quella di arrivare a “ bucare” il cuore dei lettori.

La sapiente capacità narrativa del giovane autore Alessandro D’Avenia incontra la propria risonanza e la propria amplificazione nella identità intima e profonda che l’autore riesce ad imprimere ai suoi personaggi. Detto così sembra molto semplice, ma in realtà non lo è, perchè riuscire a capire e poi anche a tradurre i sentimenti e le conflittualità delle nuove generazioni, non è affatto semplice.

Che a rendere questo lavoro di traduzione e quasi di ponte di passaggio per arrivare ad entrare in quella “selva oscura” che è il mondo dell’adolescenza, sia uno scrittore ed anche un professore, rende il tutto ancora più sorprendente ed efficace.

Candore e dolore, raccontati con una verve del tutto nuova dall’autore Alessandro D’ Avenia.

L’autore palermitano ha realizzato una vera magia con questo suo libro d’esordio, dove nelle sue incertezze iniziali è stato sostenuto e incoraggiato anche da Susanna Tamaro.

C’è un segreto che incanta nelle pagine di Alessandro, dove lui riesce ad entrare nella mente e nel cuore delle new generation, toccando corde emozionali che appartengono a tutte le generation e forse è proprio racchiuso qui il segreto del grande successo del primo libro di Alessandro D’ Avenia. L’adolescenza è un’ età che rimane cara a tutti e per tutta la vita. Alessandro racconta i sentimenti, gli umori, le sfumature dell’adolescenza con dentro le storie e le vicissitudini dei grandi, degli adulti. Amore, morte, passione anche verso Dio che le nuove generazioni chiamano T 9, come il tasto del software, utilizzato principalmente su telefoni cellulari, palmare e touch screen.

L’autore riesce a narrare di un tema così complessoe complicato quale è quello su Dio, attraverso la facilità e la semplicità di un mezzo e di un linguaggio del tutto moderno, quale è quello della tecnologia.

Inoltre tutto il libro è attraversato da una serie di magie, una concatenata all’altra, in una continua sequenza di colori.

L’autore ha la straordinaria capacità di entrare e di narrare con assoluta precisione e profondità,  il mondo adolescienziale dei giorni nostri, pur raccontando contemporanemante la classicità dei sentimenti di sempre.

Ora la medesima magia che ha animato i personaggi principali quali Leo, Beatrice, Silvia ed il Sognatore sta per trasferirsi dalle pagine al grande schermo e le premesse per un ulteriore coinvolgente successo ci sono tutte.

Non è mai facile traslocare dalla fantasia alla realtà, seppure solamente visiva, ma c’è un qualcosa di buono che quasi protegge questo trasloco, al fine che tutto ritorni al proprio posto e nella propria sede. Infatti è sufficente fermarsi ad osservare qualche scena per essere certi di ritrovare nel grande schermo al cinema, la stessa profonda intensità che ha impreziosito le pagine scritte da Alessandro D’ Avenia.

C’è una scena dove il Sognatore – Luca Argentero – fa sedere in cattedra Leo – Filippo Scicchitano – nel primo giorno di Scuola e questa è la punizione del Professore  nei confronti del giovane studente Leo e della sua arroganza.

Leo risponde con sfida alla domanda di quale sia il libro capace di cambiare la vita.

Il Sognatore Professore Luca chiude la scena dicendo alla classe e a Leo che il vero coraggio non è nell’arroganza, ma è nel non avere paura di dire, di sentire e di manifestare.

“Il vero coraggio è ammettere di avere dei sogni!”. E lentamente tutta la classe alzerà la mano, iniziando così nuovamente la stessa danza di complicità e di affinità che farà riunire in una emozione sola, sia l’autore che il lettore, così come l’attore e lo spettatore.

Ed infine ci ritroveremo tutti e di nuovo a sognare  insieme,  accomunati dall’intento di provare a capire meglio le nostre nuove generazioni.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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