Visto per voi: ‘Oblivion’ di Joseph Kosinski

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di Caterina Ferruzzi

Esce nelle sale giovedì 11 aprile “Oblivion”, pellicola diretta dal regista Joseph Kosinski.

E’ il 2077 e del pianeta Terra è rimasto poco o nulla, tanto che la vita si svolge ormai altrove. Sessant’anni prima è iniziata infatti una guerra tra gli umani e una popolazione aliena che ha creato l’odierna situazione.

Jake Harper (Tom Cruise) è un tecnico riparatore di droni, con base nella torre 49 insieme alla collega nonché compagna Victoria. La missione che gli è stata affidata è quella di controllare quel poco che rimane di ciò che l’uomo ha costruito sulla Terra e far sì che qualsiasi forza nemica venga sconfitta, grazie anche all’aiuto dei droni. Ancora quindi due settimane e poi Jake potrà raggiungere la colonia lunare che lo porterà lontano da quel mondo ormai distrutto e senza speranza.

Il ritrovamento però di alcuni superstiti della navicella Odissey fa sgarrare Harper dalle rigide regole imposte durante la missione. Quella situazione anomala pare risvegliare in lui uno spirito di intraprendenza e un coraggio finora sconosciuti. Situazioni che avverte come  nuove, ma che lo fanno di certo sentire vivo in quel contesto di morte e distruzione.

Harper riesce a mettere in salvo solo uno dei superstiti e questa non è altro che la donna che compare spesso nella sua mente. Il protagonista infatti, da anni, viene sconvolto dalla dolce visione della ragazza, senza però comprendere ogni volta se si tratti di sogni o di ricordi, dal momento che questi ultimi sono stati cancellati dalla sua mente molto tempo prima. Il risveglio della donna da sessant’anni di sonno Delta porterà ad una svolta sorprendente nella storia che a questo punto inizia a prendere il giusto ritmo (o quasi).

In questo scenario apocalittico non manca però un germe di positività e di bellezza. Genera sorpresa infatti, ad un certo punto,  vedere come non tutta la natura sia andata distrutta e questo è motivo di speranza per un inizio, o forse semplicemente per una continuazione di quella vita quotidiana e semplice che si svolgeva sulla Terra tanti anni prima.

Tra azione, colpi di scena e tempi un po’ troppo dilatati, come ad esempio nella primissima parte, il film si articola in modo furbo. Non è una pellicola definibile di pura fantascienza perché, seppure l’ambientazione sia quella del futuro, con tutta una serie di novità tecniche e scientifiche, sono presenti anche molti elementi di azione e di sentimento, con sporadiche e quasi invisibili venature ironiche.

I tanti elementi sono mixati sapientemente, ma non al punto da far decollare del tutto la pellicola. Dire che il film è completamente riuscito purtroppo non è possibile, sebbene ci siano punti di forza non trascurabili, ma spesso non sfruttati del tutto.

Uno di questi è il sonoro. Utilizzato sapientemente in una delle scene della prima parte, fa presagire allo spettatore un’esperienza sonora eccezionale per tutta la durata della pellicola, ma questo non succede. Ed è un peccato.

La colonna sonora è sicuramente invece degna di nota. Composta dagli M83, la musica combina suoni elettronici e atmosfere ambient, facendo in qualche modo ricordare l’ambientazione sonora di film di fantascienza del passato, come “Blade Runner”. La musica composta si addice perfettamente alle immagini, donando a queste un sapore cupo e triste quando serve e senza esagerare.

Tutto il film è costruito sul suo interprete principale, Tom Cruise, protagonista assoluto di questa pellicola. Pur nelle vesti di un Top Gun del futuro Cruise è però ben lontano da quel ruolo e da tutte quelle parti che lo hanno reso celebre ed amato dal pubblico di tutto il mondo, soprattutto negli anni  ‘90. Dopo il declino degli anni scorsi Tom Cruise non riesce a rientrare a pieno titolo in quel ruolo di star hollywoodiana dei tempi d’oro di “Rainman”, “Il Socio”, “Codice d’onore”, ecc. Sembra costretto, oltre che nella tuta che indossa da copione, anche nella sua interpretazione che pare non riuscire a gestire con fluidità. Spesso rigido, sembra aver paura di osare, di andare fuori le righe e per questo non convince del tutto. Di certo è da riscontrare, rispetto a qualche anno fa, che questo è un Tom Cruise che ce la sta mettendo davvero tutta per recuperare credito da quel pubblico rimasto deluso più che dall’attore, dalla persona pubblica.

Breve, ma sicuramente degna di nota, la presenza di Morgan Freeman, grande attore che non ha bisogno di presentazioni e che qui, pur in un piccolo ruolo, non delude.

Un progetto, quello di Kosinski che parte parecchi anni fa, nel 2005, quando il regista scrisse una storia fantascientifica di dodici pagine intitolata“Oblivion”, ambientato nel 2077, dopo che un’invasione aliena ha distrutto la Terra. Non diventò però subito la base per la sceneggiatura di un film bensì venne creata prima una graphic novel che ebbe uno straordinario successo di pubblico tale da portare alla realizzazione di una versione cinematografica.

In questa pellicola troverete sicuramente riferimenti ad altri film di fantascienza o azione, generi amanti dal regista. Ma in questo caso sono solo un omaggio, un “prestito” per strizzare l’occhio allo spettatore o un espediente commerciale?

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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