L’amore over 40

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di Marzia Santella

“Impariamo  qualcosa tutti i giorni e, spesso, quello che abbiamo imparato ieri era sbagliato!” Succede a tutti ogni giorni e, parlando d’amore e di relazioni sentimentali, sembra valere ancora di più. Ad ogni delusione ci sembra di aver capito quanto successo, ci sembra di avere gli strumenti per evitare di cadere nella stessa situazione di nuovo. Tante buone intenzioni, bei propositi che quasi regolarmente si frantumano all’incontro successivo. Nella prima parte dell’esistenza si cerca un partner spinti della necessità, latente e inconscia per molti, di crearsi una famiglia. Si cerca l’altra metà della mela con standard alti perché, diciamocelo, si tratta della metà del DNA dei nostri figli: bisogna andarci con cautela! Bisogna scegliere il partner giusto che ci dia quell’idea di affidabilità e stabilità emotiva e, perché no, economica. Dai quarant’anni le cose cambiano drasticamente in meglio. Non si ha più l’ansia da famiglia del mulino bianco, ci si conosce, si conoscono i propri pregi e difetti. Si sa dove si vuole andare e una buona compagnia è un optional. Si gode della maturità, ci si impegna sul lavoro e chi ha la fortuna di essere professionista del tempo libero, definizione stupenda e positiva della condizione dei pensionato, non ha nemmeno quest’ansia. Over quaranta è una condizione che ha sapore di libertà, di faccio quel che faccio per che mi va, dormo con chi ho voglia di dormire senza obblighi e senza tabù. “Io non sono nato per soddisfare te né te per soddisfare me ma quando ci incontriamo è bellissimo!”. Una filosofia di vita nuova per nuove persone che non hanno niente in comune con i nostri nonni. Persone attive culturalmente, vive nel profondo. Amano viaggiare, godersi l’enogastronomia e affrontano la vita con più leggerezza nonostante il momento economico non favorevole. Superare i quaranta da una sensazione di sposiappagamento spesso, una sorta di visione dall’alto su quanto accade nei vent’anni: come se si vedesse una mappa nel suo insieme e non nel punto specifico come accade in giovane età. L’amore ha un nuovo impulso, il piacere di incontrarsi per poi vivere ognuno a casa propria. Si sa ognuno ha le sue abitudini quotidiane a cui no sa né vuole rinunciare, d’altro canto mal si sopportano quelle altrui. Più passa il tempo più ci si sente insofferenti ad un semplice tappo di dentifricio mal riposto, come a un bicchiere lasciato nel lavandino della cucina. L’equilibrio risulta fragile si ma si ha acquisito, magari, la maturità per  comunicarlo serenamente. Cosa accade nella convivenza a trent’anni invece? Si cerca disperatamente di cambiare l’altro. Ci si arrabbia fino a diventare cianotici per una ciabatta lasciata davanti al divano… over quaranta? Non esiste il problema: ognuno vive a casa sua e una dimenticanza di una sera viene lasciata all’oblio concentrandosi sulle emozioni e aspettando l’incontro successivo dove voi potrete concedervi un rito che all’altro non darà fastidio. Uno stile di vita sentimentalmente più rilassata quindi se ci si concentra solo sul piacere senza badare alle convenzioni sociali, se poi, vorrete ufficializzare, se poi vorrete ricreare una relazione stabile, vorrete risposarvi saprete come gestire le piccole “brutte” cose di tutti i giorni dell’altra persona con ritrovata complicità e meno isterismo. Non drogandosi uno della presenza dell’altro 24h su 24h ma, mantenendo i propri spazi, coltivando i ciascuno interessi e passioni per poi ritrovarsi a fine giornata per  arricchirsi a vicenda. Così si può scoprire quanto sia bello maturare nel XXI secolo tra PC e smartphones, tra audiolibri e tramonti emozionanti. Ogni lasciato è perso questo si è imparato. “Non v’è rimedio per la nascita e la morte salvo godersi l’intervallo” George Santayana.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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