Pagine e Caffè: un libro ‘maschio’, se così si può dire

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di Anna M. Corposanto

Ospitiamo il lettore Luca Delongo, di Pavia, che suggerisce la lettura del libro “La versione di Barney” di Mordecai Richler, pubblicato la prima volta nel 1997. Queste le sue motivazioni:

“Ho letto questo libro pochi anni fa. Ero in un periodo di grande confusione nella mia vita. Mi sono immediatamente immedesimato nel protagonista, Barney Panofsky, un uomo scontroso, villano, che non ama rispettare i limiti del buon senso, sarcastico e rissosoMordecai Richler, 1990. Ma un uomo intelligentissimo. È un personaggio che potrebbe rappresentare il modello di molti uomini che oggi hanno superato gli “anta”. Personalmente considero questo libro molto maschio, se si può dire così. Anche se all’inizio appare una lettura poco scorrevole poi prende perché è divertente, ha una storia appassionante a tratti sconclusionata, ma il personaggio è irresistibile. Ci sono anche pagine molto delicate, soprattutto nel finale. Ciò che mi ha più colpito, appunto, è la parte finale, quando si manifesta tutta la vulnerabilità di Mr. Panofsky e appare chiaro quanto sia ancora innamorato della sua ultima ex moglie, Miriam. In lei riconosce le qualità che, secondo me, ogni uomo vorrebbe nella donna che ha accanto: cervello, cuore, personalità. Una donna che non rende la vita noiosa, banale. Alla fine ho pensato che questo libro sia una grande dichiarazione d’amore a Miriam. Nonostante si dica che noi uomini oggi siamo superficiali, immaturi, in verità noi in fondo ci innamoriamo di donne non banali, che sanno dare senso alla vita. Quelle che non rincorrono stereotipi e mode perché hanno dentro di loro una originalità che cattura. Potrei dire che il romanzo mi ha offerto proprio questa riflessione: le donne non sono tutte uguali, neanche se si somigliano, ma la confusione in un uomo resta fino a quando non diventa capace di far venir fuori la propria vulnerabilità e le sue paure. Grazie, Mr. Panofsky.”

Lo scrittore Mordercai Richler, considerato uno dei maggiori romanzieri di lingua inglese, nacque a Montréal nel 1931. È morto il 3 luglio 2001. Ha scritto numerosi saggi e romanzi, tra i quali “La versione di Barney” resta il più famoso. Nel 2009 questo romanzo è diventato film con lo stesso titolo, diretto dal regista canadese Richard J. Lewis, che l’anno successivo ottiene il Leoncino d’Oro Agiscuola alla Mostra del cinema di Venezia.

Questo è l’incipit del romanzo:

“Tutta colpa di Terry. È lui il mio sassolino nella scarpa. E se proprio devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata. Fra l’altro mettendomi a scribacchiare un libro alla mia veneranda età violo un giuramento solenne, ma non posso non farlo. Non posso lasciare senza risposta le volgari insinuazioni che nella sua imminente autobiografia Terry Mciver avanza su di me, le mie tre mogli (o come dice lui la troika di Barney Panofsky), la natura della mia amicizia conBoogie e, ovviamente, lo scandalo che mi porterò fin nella tomba.”

“La versione di Barney” di Mordecai Richler, Adelphi edizioni

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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