La Stanza delle Carte: chi vincerà Wimbledon?

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La rubrica analizza personaggi, fatti di cronaca e temi di attualità sotto il profilo tarologico cercando di cogliere, attraverso la stesa dei Tarocchi, le potenzialità, le tendenze e gli esiti futuri

di Elisabetta Rossi

In un tennis ormai da tempo sostanzialmente dominato da quattro giocatori, Djokovic, Federer, Murray e Nadal, ci innamoriamo ogni anno di qualche outsider, augurandoci che ci possa portare il brivido della novità, che possa rimescolare le carte dei mostri sacri.

Ancora quest’anno, tuttavia, i pronostici dei Tarocchi pendono notevolmente dalla loro parte. Complice di un risultato così banale è anche un erba che sembra aver perso molte delle sue specificità e permette rimbalzi sempre più simili alla terra battuta.foto

Eppure, mai come quest’anno la forma dei quattro è ammantata di incognite. Forse il cavallo più sicuro resta Djokovic. Nadal ha appena vinto il Roland Garros, ma è “prosciugato” da questa fatica al punto da aver deciso di rinunciare ai due tornei di preparazione, che invece disputano tutti gli altri, Halle in Germania e il Queen’s in Inghilterra. Murray è assente da molto tempo per infortunio e riesordisce al Queen’s, ma naturalmente dovrà scontare una certa desuetudine agonistica. Il più grande punto interrogativo è però Federer. Sarà quello travolgente visto nei primi turni del torneo parigino, o la sua controfigura incontrata nella finale di Roma e, sempre secondo i Tarocchi, contro Tsonga a Parigi? Anche se lo Svizzero non parla mai dei suoi problemi, sembra accreditabile quanto riportato dalla stesa delle carte e, cioè, che soffra di un ricorrente mal di schiena, per il quale avrebbe addirittura rischiato di disertare la finale di Roma.

Quindi, forse,  c’è spazio anche per altri primattori.

Alcuni sono ovvi, come Tsonga, autore di un brillante Roland Garros e Del Potro, uscito prematuramente a Parigi ma pur sempre un fuoriclasse, la cui velocità di braccio si adatta all’erba. Per i Tarocchi, però, la rosa di quelli che possono ben figurare sembra più larga, in un torneo che a noi sembra particolarmente incerto: sogniamo, innanzitutto, la nuova primavera del tedesco  Haas che, a 35 anni, ha fatto vedere a tutti a Parigi che cosa sia la classe. Ci aspettiamo  anche un  grande torneo dall’americano John Isner, che in teoria a Londra dovrebbe trovare le condizioni ideali per esprimersi. Siamo anche convinti che la finale di Ferrer al Roland Garros non sia stata un caso e che, anche se molti lo vedono come il tipico giocatore spagnolo adatto alla terra, un tipo che corre come una motocicletta e con una mano come la sua possa farsi rispettare anche in questa occasione. Crediamo che potrà finalmente mantenere le aspettative Dimitrov, che molti accostano a Federer nella gestualità.

Le carte “vedono” gli altri su un piano leggermente inferiore. Per quanto riguarda i francesi Gasquet e Monfils, il primo sembra più terraiolo, con il suo rovescio  in rotazione e il secondo si dice afflitto da parecchi mali.

Paire, piuttosto, cresce di torneo i  torneo e andrà osservato attentamente. Quanto agli italiani scontano, con l’eccezione di Fognini, un mediocre momento di forma, a cominciare da Seppi. Fognini ha classe da vendere e ha giocato bene il Roland Garros: sorteggio permettendo, potrebbe togliersi qualche soddisfazione. Speriamo che Bolelli, giocatore sicuramente adatto a una superficie relativamente più veloce, possa finalmente avere una sorte benigna e conoscere finalmente la sua resurrezione.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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