Woodkid all’Auditorium: tra elettronica e neo folk

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foto di Serena De Angelis

Ha suonato lo scorso giovedì 25 luglio a Roma, all’interno della rassegna “Luglio Suona Bene 2013”, l’artista francese Woodkid.  Al secolo Yoann Lemoine, l’eclettico compositore ha dato prova delle sue capacità da musicista con l’uscita di “The Golden Age“, il suo primo album, dal suono orchestrale a tratti epico che spazia fra elettronica sperimentale e neo folk.

L’arrivo di Woodkid è stato senza dubbio inaspettato. Nel marzo del 2011 ha pubblicato “Iron”, un EP di una bellezza grezza. Woodkid, alias Yoann Lemoine, era conosciuto principalmente come un regista di grande talento, che ha realizzato videoclip per artisti del calibro di Moby, Katy Perry, o, più recentemente, video dei brani di Lana Del Rey “Born To Die” e “Blue Jeans”, oltre a quello di Drake feat. Rihanna. Si dice che durante una ripresa video negli Stati Uniti abbia ricevuto, direttamente dalle mani del grande chitarrista americano Richie Havens un banjo, che ha subito sostituito il suo pianoforte. Senza trascurare la sua attività di regista (per la musica o il cinema), Woodkid ha deciso di dedicarsi a tempo pieno alla propria musica. Quando si ascolta Woodkid, il pensiero va a Antony: i due potrebbero essere spiriti affini per quanto riguarda l’uso della voce. Si possono pienamente sentire poi le dolci influenze folk della Grande Mela, con il modo brillante di giocare con le melodie. Il tutto enfatizza il grande dono di Woodkid per il songwritting, una scrittura fine che galleggia a metà strada tra Neil Hannon e Bonnie Prince Billy. “Iron” ha rivelato un universo di grazia fragile: quattro canzoni originali, scritte semplicemente alla chitarra o al pianoforte.
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Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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