Clooney e Bullock in 3D

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Alla Mostra del Cinema di Venezia si comincia dallo spazio
di Elisabetta Rossi
Gravity, il film di Alfonso Cuarón che inaugura la Mostra del cinema di Venezia, non è niente male. É la lotta di due astronauti per la sopravvivenza nello spazio. Peccato che  George Clooney sia sempre e solo in tuta, scafandro compreso. Ma allora a cosa serve che il film sia in 3D? Cosa interessa vedere Sandra Bullock in pantaloncini e canotta fluttuare nella navicella senza forza di gravità?!clooney
A rinfrancarci lo spirito (e gli ormoni) ci ha pensato George in persona. Arrivato in laguna in blazer e camicia, capelli brizzolati della tonalità perfetta e fisico asciutto. forse un po’ troppo magro ma non andiamo troppo per il sottile, Clooney è Clooney, punto.
E in conferenza stampa conferma di essere figo, intelligente, simpatico e socialmente impegnato. Leggere per credere.
George come si è preparato al film?
“Sandra (Bullock) e io ci siamo allenati con lo yoga. Ma lei aveva un allenatore, io… Mi arrangiavo bevendo  molto…”.
Ha mai pensato di essere solo nell’universo?
“No. È tanto meno sul set di Gravity: voi vedete lo spazio, me è Sandra. Noi vedevamo un sacco di persone attorno a noi, uno staff tecnico impressionante. Mi stati così in tanti”.
Cos’ha pensato quando il regista Cuarón le ha chiesto di interpretare un personaggio che nel carattere le assomiglia molto?
“C’erano due ruoli, l’altro l’avevano già dato a Sandra e così … A parte gli scherzi: la sceneggiatura, il cast e il regista erano favolosi. Ma non trovo che il protagonista mi assomigli molto comunque”.
Obama dovrebbe mandare le truppe in Siria?
“Speravo che qualcuno mi facesse questa domanda ma temevo che mi chiedeste perché è stato scelto Ben Affleck come nuovo Superman. Grazie!”.
Qual è stata la situazione più difficile che ha affrontato? E come ha reagito, rimane calmo e riflessivo?
“Il viaggio in barca per raggiungere il Lido è stata una grande prova. Cerco di mantenere la calma e di non urlare come un pazzo. Ci provo. Le difficoltà fanno crescere no?!”.
È vero che ha comprato un satellite? Se sì per fare cosa?
“Ho un satellite nel Sudan per tentare di controllare le atrocità che avvengono lì. È efficace, tranne quando ci sono le nuvole. Sì, direi che funziona”.
foto: TMnews

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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