Mai cinefili per caso

image_pdfimage_print

di Anna M. Corposanto

giuria_Venezia70_Terrazza_Maserati

Giuria Venezia70

La Mostra del Cinema di Venezia per molti italiani e stranieri più che una mèta delle proprie vacanze d’estate è una missione. Si potrebbe parafrasare per loro il ritornello di una famosa canzone degli anni sessanta “…per quest’anno non cambiare, stessa mostra, stessa laguna…” Una vacanza di nicchia? Sì, forse, chissà. Prima regola innanzitutto: ogni anno prenotare nello stesso albergo o pensione o casa vacanze. Cambino le date della mostra o caschi il mondo, i cinefili sono lì, felici di immergersi nello stesso programma ormai rodato da anni: minimo 4, meglio se 6 film al giorno, uno dietro l’altro con brevi soste per un panino al volo, senza vino o birra ma un provvidenziale caffè ristretto sì. L’ordine imperativo è gabbare la palpebra che si chiude nel bel mezzo della proiezione o il fischio di un debole russare.

Appena svegli la mattina il loro primo pensiero è “Che film vedremo domani?” perché bisogna assolutamente acquistare i biglietti la mattina del giorno precedente o dare la caccia ai coupon gratuiti per assicurarsi che non siano esauriti e trovare l’agognata poltrona in una fila decente. È impensabile scegliere i film in programma dopo aver letto le recensioni, i giudizi dei giornalisti: sono possibili solo dopo le proiezioni riservate alla stampa. E così l’intuito, la curiosità o la passione di questo o quel regista fanno da bussola nelle scelte. Il film flop è messo in conto stoicamente, come la speranza di vedere il capolavoro in anteprima mondiale. E poi, vuoi mettere la soddisfazione di confrontare il proprio giudizio con la recensione dei giornalisti professionisti? Quindi, si sceglie il film, si applaude o si fischia o si resta indifferenti e poi si va a leggere o sentire cosa ne pensano gli altri. È un gioco divertente, come un giro di giostra su cavalli bianchi o le macchine a scontro, secondo i gusti. Non c’è tempo per la Biennale d’arte o di architettura se si vuol vedere il maggior numero di film in programma; se lo si vuol trovare bisogna mettere in conto il cronometro, per non perdersi le proiezioni del pomeriggio e il duetto dei film che cominciano alle venti circa e vanno a ruota fino alla mezzanotte. Ogni giorno, per oltre sette giorni, dalle nove di mattina alla mezzanotte il cinefilo della mostra del cinema di Venezia si nutre a gogò di film, cortometraggi e documentari in uno scenario fuori dal mondo, dove solo i bagni chimici lo inchiodano alla realtà, grazie all’approssimazione organizzativa italiana. Non ha interesse per le feste, la caccia agli autografi, le foto ai divi… il cinefilo della mostra di Venezia non è uno qualunque, è uno spettatore attento, rigoroso, inflessibile con se stesso e con gli altri, e ha indulgenza solo per la propria passione: il cinema. Peccato che gli organizzatori di ogni edizione non gli riservino un premio speciale. Lo meriterebbe davvero.

 

Redazione

Redazione

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *