L’arte spiegata a un extraterrestre

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Alberto Criscione è scultore e designer, vive e e lavora a Palermo. Figlio d’arte (suo padre Giuseppe è un noto scultore ceramista di Ragusa), si dedica da anni alla fruizione e sensibilizzazione dell’arte attraverso laboratori e progetti educativi, in scuole pubbliche e private. In questo suo articolo ci offre una “lezione” sull’arte da una prospettiva originale, ironica ma non troppo, che riflette sulle difficoltà che hanno gli artisti di trovare legittima espressione e identità – culturale ed economica – in questi nostri tempi

di Alberto Criscione  

Un mio carissimo amico che abita su Alpha Centauri mi ha chiesto di spiegargli cos’è l’arte e io, armato di buona volontà ho deciso di rispondergli, non per arroganza ma giusto per fare chiarezza.15071729-artista-pittore-cane-tavolozza-dei-colori

Allora, caro amico, non so come tu vedi il nostro pianeta sulla tua Tv satellitare, magari alcuni canali non li hai in chiaro… Ad ogni modo, ti assicuro che non c’è niente di così difficile da capire (o almeno spero). Partiamo dal fatto che secondo i nostri libri di storia, l’uomo ha iniziato ad esprimersi attraverso graffiti nelle grotte; ecco potremmo quindi dire che l’arte è un mezzo per esprimere o per narrare qualcosa che magari a parole è più difficile da dire. E qui sembra che l’argomento sia già esaurito… e invece no!

A pensarci bene, in effetti la situazione è un tantino più complessa. Se si pensa a tutto ciò che orbita intorno al mondo dell’arte si fa fatica a comprendere certe dinamiche. Cercherò allora di essere più preciso.

Cos’è Arte?

Ecco vedi, ci sono moltissimi tipi di arte, ma voglio farti l’esempio dell’arte figurativa in cui sono, diciamo un po’ più ferrato. Fare arte significa, esprimere sensazioni, emozioni e trasferirle nella materia: quello che gli antichi greci chiamavano “catarsi” e fin qui nulla da dire.

Come avrai capito, l’universo umano è un po’ più complesso di quello che si pensa e quindi per complicare la vita a tutti, un tizio si è svegliato la mattina, si è messo il suo accappatoio placcato in oro, ha sorseggiato il suo bel caffè a 14 carati e ha deciso che “l’arte non è per tutti!”.

Da questo concetto un po’ snob è nata la convinzione che solo chi aveva – per dono divino- un certo “genio creativo” poteva fare arte, tutti gli altri erano un po’ degli sfigati. E la storia dell’arte gli dà ragione, poiché se ci fai caso, sono pochi i nomi che spiccano su tutti (e su questo si potrebbe parlare per un mesetto gioviano).

Comunque, non perdiamoci in queste disquisizioni, piuttosto veniamo al punto. Mi sono accorto che l’arte è un concetto soggettivo, per cui per alcuni l’arte è solo quella dei musei (hai presente il Louvre?), per altri arte è ciò che è stata selezionata da abili mercanti e solo chi è entrato in questo sistema può dirsi veramente artista. Poi c’è chi pensa che la parola “arte” si possa usare un po’ dappertutto, per cui trovi “l’arte dell’ortofrutta” o “l’arte di mettere le monete nel salvadanaio”. Ecco, non farci caso, sono strategie di marketing, ce l’avete il marketing su Alpha Centauri? No? Non sapete cosa vi perdete… Ma torniamo a noi. Se per caso ti sei imbattuto in qualche televendita all’asta avrai di certo visto quanto valore si dia all’arte: un’opera realizzata qualche migliaio di anni fa ha un valore inestimabile, per questo è chiusa nei musei e se provi anche solo a toccarla ti staccano un orecchio a morsi. Invece un’opera realizzata nei primi del novecento può valere anche 100 milioni di dollari, ma solo se porta con sé una certa firma. Insomma dev’essere attribuita a un “tal dei tali” preferibilmente morto e sepolto. In definitiva si potrebbe dire, citando Mauro Corona (uno scrittore molto conosciuto dalle mie parti) “l’arte è roba per pance piene”. Immagino infatti che da profano sarai sorpreso di sicuro dall’immenso valore economico e intellettuale che viene dato a questa pratica umana, ma voglio raccontarti una cosa ancora più curiosa, cioè voglio parlarti dell’artista.

Chi è l’artista?

Se tu prendi un foglio di carta e fai un disegno, poi lo colori e lo rifinisci con tutto l’amore e la dedizione che ci puoi mettere, insomma fai un bel lavoretto con tutti i crismi e poi vai in giro a dire di essere un artista, puoi star certo che ti prenderanno per pazzo, sarai sbeffeggiato e deriso in pubblica piazza, magari qualcuno ti appiccicherà un foglietto sulla schiena con su scritto “scemo”.

Forse avrai capito che per fare certe cose sul pianeta Terra c’è bisogno di una persona, che rappresenti l’autorità che dia i nomi alle cose. Nel campo dell’arte chi può dire se qualcuno è veramente artista è il gallerista e in alcuni casi il critico d’arte. Se poi tu credi di esserlo senza il loro consenso è un problema tuo, sai quante persone nelle case di cura credono di essere Napoleone?

Dell’artista si potrebbe parlare all’infinito, nel passato ci sono stati artisti che erano anche dei veri e propri imprenditori, la loro bottega era una piccola industria di opere che venivano spesso commissionate da persone di un certo rango, tipo imperatori, papi, principi, re, feudatari, signorotti, valvassini, valvassori, baroni, marchesi, ecc. Loro scopo era quello di sfruttare l’immagine per farsi un po’ di pubblicità. Mentre lo scopo dell’artista era quello di compiacere il committente. Fino a un certo periodo l’artista si dedicava solo all’arte figurativa e il suo interesse era quello di imitare la natura.

Poi le cose si sono “evolute”: con l’avvento dell’età industriale, l’uomo ha scoperto di essere un individuo a sé e la sua visione del mondo è cambiata. Sono nati innumerevoli movimenti artistici che a starci dietro si potrebbe davvero diventar matti, ogni movimento aveva il suo stile. Per cui troviamo l’impressionista, l’espressionista, il manierista, il cubista, il surrealista, il dadaista, il futurista e chi più ne ha più ne metta. Ognuno di loro realizzava arte non tanto per la committenza quanto per esprimere un concetto o un ideale.

Da questa nuova era sono venute fuori figure molto curiose: il bohèmien cioè l’artista maledetto, l’intellettuale, il concettuale un po’ trasandato, un po’ alternativo, un po’ alcolizzato, un po’ fuori dagli schemi, quello che faceva fatica ad adattarsi al sistema.

Poi è successa qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato: sono arrivati sulla Terra degli scienziati che hanno fatto in modo che si potesse catturare la luce e la si potesse imprimere su una pellicola. So che questi sono metodi arcaici e che da voi funziona tutto con ologrammi, ma insomma per l’umanità questa è stata una vera svolta che hanno chiamato “fotografia”.

Poco dopo sono nati due omini diabolici, i fratelli Lumière, che hanno trovato un modo per proiettare dei fotogrammi attraverso una sequenza temporale. Questa invenzione rendeva obsolete tutte le altre arti figurative e l’hanno chiamata “cinema”. Insomma, non so se voi avete gli scacchi, ma questo è quello che si dice in gergo: i bianchi danno scacco matto in due mosse.

Poi da quando abbiamo scoperto i circuiti elettronici è tutto digitale e che anche l’arte si fa al computer. Se poi ci metti che oggi nel 2013 le cose si sono complicate ulteriormente, è come se potesse esistere un caos al cubo, non so se riesci a immaginartelo, forse neanche ai tempi del big bang era così. Insomma è arrivata la recessione.

Come faccio a spiegarti cos’è la recessione adesso è un bel problema. Mi sa che voi non avete il PIL vero? Né i mutui a tasso variabile.

Va bè, ti basti sapere che è un po’ come le crisi di Hari Seldon (vedi Isaac Asimov), in cui alcuni individui hanno una grande incidenza sulle sorti di un pianeta se non addirittura dell’intera galassia. Per cui oggi un artista che un tempo poteva fare lo sborone al bar, vantandosi con gli amici di essere stato selezionato dalla galleria Montmartre (nome a caso), oggi ha dovuto reinventarsi un mestiere, diventando designer o grafico pubblicitario, o magari ha deciso di concentrare i suoi sforzi verso un’arte “ecologica”, oppure ha preso in considerazione il fatto che l’artigianato non è poi così male; quasi certamente è diventato un insegnante o magari ha deciso di continuare a credere nella pittura e fare contemporaneamente la guida turistica. Tu dirai – ma allora chi è davvero l’artista?

La risposta che mi viene più spontanea è che il vero artista oggi è quello che sa rimboccarsi le maniche senza rinunciare alla sua espressività.

Insomma, se vuoi la verità, sembra quasi che l’uomo quando si trova in grande difficoltà diventa improvvisamente saggio e che le grandi crisi riescono a mettere allo stesso livello due persone che pensavano di appartenere a ceti sociali diversi. Cosa sono i ceti sociali te lo spiegherò la prossima volta. Per il momento accontentati di questa spiegazione. Spero comunque di essere stato abbastanza esauriente. Ti saluto telepaticamente.

foto: Javier Brosch

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

4 Comments

  1. Adelina Valcanover
    2 ottobre 2013

    Evvai! Un bell’articolo davvero! Complimenti! Ad maiora!

  2. gianfranco
    3 ottobre 2013

    Bellissimo articolo! Colpisce la semplicita’ con cui vengono espressi concetti di per se complessi tradotti in un linguaggio accessibile e comprensibile anche ai profani. Ci vorrebbero piu’ artisti in giro che portano il nome di Alberto Criscione.. complimenti alla Redazione per la scelta dell’autore. Sono anni che non si vedono articoli cosi’ interessanti….che proiettano il cuore e la mente del lettore nel mondo dell’arte cosi’ intensamente…..

  3. Germana Riccioli
    3 ottobre 2013

    Apprezzo tantissimo questo testo esilarante che sintetizza a noi ‘bambini’ (io mi considero un adulto malriuscito e un perduto bambino…e voi?) la storia dell’arte e la rende comprensibile in modo semplice e autentico.
    Io poi mi rivedo molto nella descrizione: “il concettuale un po’ trasandato, un po’ alternativo, un po’ alcolizzato, un po’ fuori dagli schemi, quello che faceva fatica ad adattarsi al sistema.”
    Continuiamo a cercare l’Arte malgrado le sue contraddizioni e imperfezioni che fanno parte della Vita stessa e dell’Essere Umano da sempre. L’Arte ci fa sopravvivere perché rappresenta la Bellezza della Vita o la sublimazione del suo orrore. Voi come la pensate?
    Bravo Alberto e grazie per continuare a crederci!
    Un abbraccio a te e al tuo Angel ego ^.*

  4. Antonietta
    8 ottobre 2013

    Complimenti per l’articolo, mi è piaciuto molto. Antonietta AIAP Verona

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