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Storie di donne morte ammazzate al Teatro Lo Spazio

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Una vera e propria maratona teatrale per raccontare e denunciare un prodotto made in Italy, una barbarie italiana che NON smetteremo di raccontare fino a quando ci saranno ancora casi di femminicidio. Dal 7 al 13 Ottobre 2013 dodici storie di femminicidio con (in ordine di dipartita):
Sonia Barbadoro, Laura Mazzi, Federica Quaglieri, Gabriele Guerra (con la partecipazione di Pino Le Pera), Giada Prandi, Arianna Ninchi, Stefania Papirio, Giada Fradeani, Claudia Mei Pastorelli, Francesca Romana Miceli Picardi, Andrea Lolli e Sylvia De Fanti.
Blitz Artistico Adele Ceraudo

Dodici storie differenti, ambientate in contesti sociali, culturali ed economici diversi. Dodici storie di donne, riviste e rappresentate con 12 tagli e prospettive differenti.

7 Ottobre 2013
Odiavo i crisantemi
di Betta Cianchini
con Sonia Barbadoro

Non sapevo fare la valigia betta cianchini
di Betta Cianchini
con Laura Mazzi

8 Ottobre 2013
La prostituta che si metteva i cerotti ai piedi e lo scagnozzo del Drago
di Betta Cianchini
Con Federica Quaglieri, Gabriele Guerra e la partecipazione di Pino Le Pera

9 Ottobre 2013
Angela e il cassettone della suocera
di Betta Cianchini
con Giada Prandi

La sgambatura
Di Betta Cianchini
Con Arianna Ninchi

10 Ottobre 2013
Mancato Soccorso al Pronto Soccorso
di Betta Cianchini
con Stefania Papirio

L’ultima camicia da stirare
di Betta Cianchini
con Giada Fradeani

11 Ottobre 2013
(Dalla Trilogia: Ex moglie si innamora di ex moglie: Erika – l’altra)
di Betta Cianchini
con Claudia Mei Pastorelli

12 Ottobre 2013
(Dalla Trilogia: Ex moglie si innamora di ex moglie: Maria – Lei )
di Betta Cianchini
con Francesca Romana Miceli Picardi

13 Ottobre 2013
(Dalla Trilogia: Ex moglie si innamora di ex moglie: Salvatore – Lui)
di Betta Cianchini
con Andrea Lolli

Per il bene del figlio, dello stalker e dello Spirito Santo
di Betta Cianchini
con Sylvia De Fanti

Domenica 13 ottobre 2013, dalle h 20.00 la prima Notte Rossa sul femminicidio, in ricordo di tutte le donne “morte ammazzate”.

NOTE DI REGIA

12 Storie italiane.
12 ambientazioni diverse.
12 diversi casi con un’unica certezza: la fine è tristemente nota.

Le storie raccontate – ci tiene a spiegare l’autrice Betta Cianchini – sono storie italiane. Ogni storia messa in scena è un puzzle di tante storie. Questo perché mai avrei messo in scena una  storia unica, così com’è.  Questo modo di raccontare la crudeltà del fenomeno mi ha sempre dato il rimando di “profanare” una vita che già di suo, di soprusi e dolorosa profanazione ne è piena.
Dopo aver studiato più di 200 casi degli ultimi due anni, (ha iniziato a studiarli per organizzare gli interventi per la Marcia di Ostia contro il Femminicidio del 1 giugno 2013 “Mai più” organizzato dall’Associazione PuntoD di cui fa parte) ho iniziato a scrivere monologhi di donne  cercando di creare degli arabeschi emotivi e di cronaca tra tutte le vite. E mi sono accorta che il paradigma è molto spesso lo testo. Il sentirsi improvvisamente in un film horror, in una gabbia mentale e la paura di uscire dalla stessa. Quindi l’impotenza e soprattutto l’incapacità di riuscire a raccontare agli altri la verità. Più l’estrazione sociale, culturale ed economica della donna è alta, più il disagio nel raccontarsi è prepotente, potente ed invalidante. E più alta è la percentuale delle donne che mettono piede in caserma o in centro antiviolenza e scappano.
Ma non è il mio lavoro fare un saggio su questo orribile fenomeno, non voglio intellettualizzare un Progetto che ha per obiettivo quello di trattare il tema e soprattutto di parlare agli uomini attraverso le donne.
Le storie – prendendo vita dalla quotidianità nuda e cruda – hanno spesso un taglio ironico e grottesco, che poi è la cifra della stessa autrice. Per questo il primo monologo presentato ad Aprile –
Ex moglie si innamora da morire di ex moglie – … sta avendo un forte riscontro. Normalmente dietro queste “operazioni” c’è il crogiolamento nel dolore “tout court”. Questo sarebbe troppo facile e non servirebbe a nessuno, anzi servirebbe ad allontanare l’attenzione della società civile dal problema. Bisogna parlare con “semplicità emotiva nella narrazione” che è cosa ancor più difficile ma tanto più urgente. E bisogna raccontare queste storie perché “spesso anche quando si denuncia… c’è qualcosa che si inceppa… che non va avanti”. Perché tanti casi di donne uccise nonostante la denuncia?
Ecco perché i racconti in scena, ecco perché la Notte Rossa. Capire il problema con chi il problema lo vive, lo tratta e ci lavora. Nella Notte Rossa una penalista ci farà capire le novità in materia giuridica e parleranno finalmente le Task Force di Polizia e Carabinieri. Proprio per capire “dove si inceppa l’ingranaggio”.
Altrimenti sono solo spettacoli e plastici da guardare la sera comodamente seduti su un divano”. Dimenticando che questa è roba vera e tutta italiana.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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