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Approvato il decreto contro il femminicidio

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di Maria Rosaria De Simone

11 ottobre. Stamani in Senato, nello stupore generale per la velocità con cui si è arrivati alla conclusione finale, è stato votato, in via definitiva, il Decreto Legge che si occupa delle misure per la sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, la protezione civile e il commissariamento delle Province. 143 i voti a favore, 3 quelli contrari, con l’astensione dal voto, come preannunciato, di Lega, Sel e M5S.femminicidio

Da oggi, dunque, abbiamo una nuova legge per contrastare il grave fenomeno della violenza sulle donne, che purtroppo, finora, non ha trovato argini adeguati per contenerla.
Troppe le morti di donne di ogni età, che si sono viste troncare il futuro perché non più disposte a vivere sotto la verga della violenza dei loro compagni o ex conviventi.
Una novità assoluta del decreto è l’arresto in flagranza obbligatorio in caso di maltrattamenti su familiari e conviventi. Questo di sicuro e un passaggio importante.
In molti si aspettano tanto da questo nuovo decreto, anche se i punti di contrasto e le polemiche non sono mancate durante la discussione per alcuni passaggi della legge che sollevano, a torto o a ragione lo si vedrà, numerosi dubbi.

In primo luogo il dato che ha provocato acredine è stato quello legato allo stanziamento dei fondi per la prevenzione e per il potenziamento dei centri antiviolenza. I fondi infatti non sono stati stanziati e da più parti ci si domanda come sia possibile intervenire con azioni di sostegno nei confronti delle donne che denunciano abusi e violenze se non viene data la possibilità di agire in maniera pratica nelle vicende.

Altro dato importante, sostenuto da numerosi emendamenti, oltre alla discussione sul braccialetto anti stalking, è stato quello legato alla irrevocabilità della querela.
In definitiva, alla luce della nuova normativa oggi approvata, se una donna denuncia un determinato soggetto per violenza fisica e psicologica, non può ritirare in seguito la denuncia.
La casistica legata alle denunce di violenze da parte di donne, infatti, pone alla luce il dato delle numerose revoche di denunce, che finora hanno spesso provocato l’avvio delle indagini da parte delle forze dell’ordine, con dispendio di energie di ogni tipo che si sono poi dovute arenare.
Per ovviare dunque al problema si è pensato di rendere irrevocabile la denuncia per cui, una volta che la donna si è rivolta alle autorità preposte per chiedere aiuto in maniera ufficiale, non è più possibile per lei tornare indietro.
Questo preciso passaggio, approvato oggi in Senato, trova da più parti molti motivi di contrarietà. Si teme infatti che, di fronte all’impossibilità di tornare indietro su un denuncia, la donna violata non trovi proprio la forza di liberarsi dal muro del silenzio per chiedere assistenza.
È indubbio infatti che una donna che ha subito soprusi sia fisici che morali, si ritrovi in uno stato di debolezza psicologica, con la necessità di ricostruirsi come persona, con quella dignità che le è stata tolta.
È indubbio che debba essere coadiuvata attraverso un sostegno pratico e figure di riferimento adeguate, per far fronte ad un probabile processo, che richiede di sicuro tempi lunghi.
Si teme dunque che, se finora molte donne ritirano la denuncia perché spaventate dalle conseguenze delle loro rivendicazioni e perché probabilmente minacciate dal proprio persecutore, nel futuro, a causa del nuovo decreto, non proveranno neppure a liberarsi dalla morsa della violenza.

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Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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