La Stanza delle Carte: buon compleanno “per sempre” a Italo Calvino

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La rubrica analizza personaggi, fatti di cronaca e temi di attualità sotto il profilo tarologico cercando di cogliere, attraverso la stesa dei Tarocchi, le potenzialità, le tendenze e gli esiti futuri

di Elisabetta Rossi

Oggi 15 ottobre lo scrittore, scomparso nel 1985, avrebbe compiuto 90 anni. Nella nostra rubrica ci piace ricordarlo per un romanzo pubblicato nel 1973, Il castello dei destini incrociati.calvinoitalo28229

Il testo narrativo è accompagnato, quasi ad ogni pagina, da riproduzioni di carte dei Tarocchi, in varie combinazioni dalle quali lo scrittore fa scaturire diversi racconti. Si tratta dunque di un’opera di letteratura combinatoria. Le storie nascono, come spiega l’autore, da « un numero finito di elementi le cui combinazioni si moltiplicano a miliardo di miliardi. » Calvino afferma che l’idea alla base del meccanismo narrativo di un primo racconto gli venne dopo aver assistito ad un seminario internazionale tenutosi ad Urbino ed in particolare a seguito dell’intervento di Paolo Fabbri dal titolo Il racconto della cartomanzia e il linguaggio degli emblemi.

Il libro rimane incompiuto fino a quando l’autore non riprende in mano il progetto, a seguito dell’incarico ricevuto dall’editore Franco Maria Ricci di comporre un racconto che corredasse il libro: Tarocchi. Il mazzo visconteo di Bergamo e New York, Franco Maria Ricci editore, Parma 1969.

Dice Calvino: “Quando le carte affiancate a caso mi davano una storia in cui riconoscevo un senso, mi mettevo a scriverla; accumulai così parecchio materiale; posso dire che gran parte della Taverna dei destini incrociati è stata scritta in questa fase; ma non riuscivo a disporre le carte in un ordine che contenesse e comandasse la pluralità dei racconti; cambiavo continuamente le regole del gioco, la struttura generale, le soluzioni narrative. Stavo per arrendermi, quando l’editore Franco Maria Ricci m’invitò a scrivere un testo per il volume sui tarocchi viscontei. Dapprincipio pensavo d’utilizzare le pagine che avevo già scritto, ma mi resi conto subito che il mondo delle miniature quattrocentesche era completamente diverso da quello delle stampe popolari marsigliesi. […] Provai subito a comporre con i tarocchi viscontei sequenze ispirate all’Orlando Furioso; mi fu facile così costruire l’incrocio centrale dei racconti del mio “quadrato magico”. Intorno, bastava lasciare che prendessero forma altre storie che s’incrociavano tra loro, e ottenni così una specie di cruciverba fatto di figure anziché di lettere, in cui per di più ogni sequenza si può leggere nei due sensi.”

Quanta conoscenza dell’essere umano scaturisce dalla storia dei Tarocchi le cui origini documentate risalgono al Medioevo.

E quanta poesia dalle parole di Calvino “così ho messo tutto a posto. Sulla pagina, almeno. Dentro di me tutto resta come prima.”

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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