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Racconto l’Italia. Intervista a Roberto Poletti

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di Maria Rosaria De Simone

Roberto Poletti. Un giornalista di tutto rispetto, con un curriculum alle spalle non indifferente. Anche come politico. Dalla fine di agosto 2012 è inviato del programma di Paolo del Debbio “Quinta Colonna”, in onda il lunedì sera su Rete4. Capita anche di ritrovarlo in varie trasmissioni come opinionista. Gli chiedo una intervista, tramite un’amica comune e me la concede senza farsi troppo pregare. Cosa rara in certi ambienti.

Nel febbraio del 2008 annunciò in diretta Tv che avrebbe lasciato il suo posto alla Camera dei Deputati perché si vergognava di guadagnar troppo senza riuscire a far niente in parlamento. E fu di parola. Secondo lei, qual è la vera radice della mala politica italiana?

Il fatto che ci siano troppi galli in un pollaio da dove sono ormai scappate anche le galline. Tutti parlano, nessuno agisce. Tutti pensano al loro conto in banca e, nel rimpinguarlo, non si preoccupano nemmeno di distribuire le briciole alle gente che muore di fame…roberto poletti

Lei ha scritto con Andrea Scaglia il libro ‘Papponi di Stato‘, che ha avuto un successo incredibile. Chi sono questi papponi?

Chiunque faccia la politica come alternativa al lavoro vero, fatto di sangue, sudore, sofferenza e conti che non tornano mai

Come può l’Italia liberarsi di questi papponi?

La verità è che non c’è speranza, non ce ne libereremo mai.

Qualche volta è tentato di ritornare in politica? O il disgusto le è rimasto incollato?

La seconda che ha detto.

Quale comico che fa satira politica le piace di più?

Il presidente del consiglio di turno, peccato che non faccia ridere!

Attualmente si occupa di fare l’inviato delle piazze italiane del programma “Quinta Colonna” di Paolo del Debbio, il lunedì sera su Rete 4. La appassiona o lo fa perché il lavoro è lavoro? Sincero.

E’ il lavoro più bello del mondo, mi permette di restare coi piedi per terra, di vedere il Paese che lotta e combatte. Di incontrare gente che è rimasta sola. Di capire che cosa sia la dignità.

Un sogno nel cassetto dal punto di vista lavorativo?

Continuare a raccontare l’Italia, dar voce agli italiani.

Un pregio tutto tipico dell’italiano medio?

roberto-poletti-ape61La fantasia, è quella che ci salverà.

Ed un difetto, sempre dell’Italiano medio?

Cercare troppe volte il sistema di fottere il prossimo

E lei, ci si ritrova nella definizione di Italiano medio?

Sono un semplice megafono. Uno che ascolta e impara da tutti quelli che ha di fronte. Perché tutti hanno da insegnare qualcosa, anche i peggiori.

Cosa la fa più arrabbiare nella vita?

Gli incapaci approfittatori che passano avanti senza aver meriti.

Cosa la fa più gioire?

Un bel cielo blu, una giornata di pioggia, la natura in generale.

Leggere per lei cosa significa?

Divoro di tutto, dal giornale locale al volantino del supermercato, passando per i vari classici. Diciamo che è nutrimento.

Quali libri sul suo comodino?

Non ho un comodino, son sempre in giro. Nello zaino porto un po’ di tutto…

Il libro che le ha cambiato la vita?

La mia vita deve ancora cambiare, continuerò a leggere…

Le sue rivoluzioni, le sue battaglie, sono mai finite all’ora del pranzo?

No, no giusto. E’ capitato spesso che io mi sia dovuto mordere la lingua.1138347-poletti

Un’ultima domanda. Il suo stipendio, non più da deputato, ma da giornalista, se lo guadagna tutto ora?

Eccome! E ringrazio Dio che è bello dignitoso…

Un’ultimissima domanda. Chi è nel profondo Roberto Poletti? Non ci racconti la storia della sua vita, solo poche battute come solo un giornalista del suo calibro può fare.

Uno qualsiasi che ha avuto fortuna e intuizione. Uno troppo preciso e organizzato per questa società dove regna l’improvvisazione.

Ora mi sovviene una domanda che proprio non posso non porle, visto che scrivo romanzi sentimentali. Quindi come ultimissima domanda, questa volta davvero, le chiedo per pura e semplice curiosità se è innamorato, o sta per esserlo o potrebbe esserlo. Giuro che non lo mettiamo in piazza. Dunque, è innamorato? Non esiste una domanda di riserva.

Innamoratissimo e sereno. Tanto sereno.

La ringrazio sinceramente di avermi concesso questa intervista.

Grazie a lei. Diamoci del tu, per favore. Mi fa sentire vecchio.

Benissimo. Con questa ultima risposta, mi fa sentire una ragazza, visto che è più giovane di me. Buona Fortuna, Roberto Poletti.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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