Ecologia del vivere: Kira non capisce

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Di Peppe Mariani
1380955_10201486503878197_709925919_nKira non capisce la stupidità umana quale vette può raggiungere, non capisce perché ogni anno centinaia di migliaia di cani e gatti sono abbandonati, moltissimi muoiono sulle strade, per fame e malattie, sono vittime e cause d’incidenti e sono sottoposti a sevizie e maltrattamenti. Centinaia di migliaia di randagi sono rinchiusi nei canili pubblici e privati, nei rifugi, strutture spesso fatiscenti. Nella maggior parte dei casi finiscono in gabbia la loro vita. La mancata osservazione della legge nazionale (L. 281/91) e delle relative leggi regionali provoca un notevole aggravio della spesa pubblica. Infatti, i Comuni, le Asl e tutti gli Enti pubblici che non applicano i provvedimenti previsti dalla normativa, non solo sono responsabili del continuo perpetrarsi del randagismo, ma anche di esagerati e inutili costi che i Comuni corrispondono ai gestori di canili privati, in molti casi veri e propri lager. Le campagne contro l’abbandono fino a oggi non hanno prodotto i risultati sperati. Il malcostume dell’abbandono degli animali ci dimostra che non sono bastate le campagne concentrate sul messaggio puro e semplice di non abbandonare gli animali. Dobbiamo intervenire sulla causa che determina l’abbandono. Occorre promuovere la prevenzione di questo fenomeno con l’informazione sul possesso responsabile, favorire le attività delle Asl per la sterilizzazione, l’applicazione del microchip e l’iscrizione all’anagrafe canina. Occorre altresì superare il concetto di canile, quale luogo ostensivo e favorire la realizzazione di strutture di “Parco Canile” e obbligare le Istituzioni al rispetto della normativa nazionale. E si è stancata di sentire tutte queste banalità e una serie d’interminabili luoghi comuni da far accapponare la pelle, che fanno perdere di vista la realtà dei fatti: siamo in attesa di una svolta, che alle parole e alle chiacchere da “bar” di cui siamo diventati maestri e profeti si passi ai fatti.
Ecco allora un’idea innovativa basata su pochi punti. E chiari. – l’introduzione del concetto di parco canile e gattile che non si configurano più quali luoghi di confinamento di animali ex vaganti, quanto come strutture per il recupero, il reinserimento e l’affidamento di questi animali; – il coinvolgimento di tutti i medici veterinari libero professionisti nella registrazione informatica dell’anagrafe canina e felina, sì da creare una rete capillare su tutto il territorio regionale, venendo così incontro alle necessità dei cittadini; – una nuova attenzione ai diritti e al benessere degli equidi; – una regolamentazione rigorosa del commercio, dell’allevamento dell’addestramento degli animali d’affezione; – l’esigenza di una programmazione triennale per il controllo demografico della popolazione animale, di prevenzione del randagismo e di educazione sanitaria e zoofila, nonché di una verifica delle attività svolte al fine di valutare l’efficacia del provvedimento; Non basta più dire soltanto che gli animali non devono essere abbandonati. Kira ha perso la pazienza ma non la voglia di dare il suo affetto e la sua disponibilità senza avere nulla in cambio.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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