Venezia: la battaglia per le consonanti doppie infuria residenti e turisti

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di Elisabetta Rossi

La cultura non è questione di “doppie” ma di storia, tradizioni e peculiarità. Venezia vuole tutelare i famosi “nizioleti”, i  fazzoletti i bianchi, le caratteristiche targhe che da secoli descrivono, in dialetto veneziano, i luoghi e molto spesso la vita di chi questi luoghi li ha abitati e caratterizzati: calle del magazen, sotoportego dei dai, Rio terà dei assassini e così via.images

A furor di social network, polemiche sul Gazzettino di Venezia online, interrogazioni al Sindaco Giorgio Orsoni, piovono le critiche all’iniziativa di Tiziana Agostini, assessore alla topomastica del comune di Venezia, che invece di tutelare i vecchi nomi in alcuni casi li ha tradotti, modificati e “italianizzati”. Seguendo questa logica di globalizzazione, che vorrebbe cancellare l’uso del dialetto in una città dove anche i più giovani continuano a parlarlo e non per questo sono meno colti, vorrà dire che invece di darci appuntamento al “casin dei nobili” diremo che ci vedremo al sottoportico del luogo di ritrovo del bordello dell’aristocrazia.

Anche se sulle targhe fosse trascrittosi qualche errore di grammatica, deriverebbe dalla lingua parlata che ha valore di documento storico  e dunque deve essere conservato come ci è stato tramandato.

Già due commissioni comunali, composte da storici illustri, negli anni 50 e 70 avevano stabilito che non si devono italianizzare le scritte. La toponomastica racconta la storia, anche stratificata, e va conservata e non alterata. Lo avevano capito anche gli austriaci che durante la loro dominazione a Venezia hanno voluto conservare un patrimonio culturale e artistico che risaliva alla Serenissima.

Alla fine, quello che stupisce è che mentre il centro storico della città si impoverisce di abitanti, le grandi navi in bacino San Marco continuano giornalmente a rappresentare un pericolo pubblico, i trasporti si fanno sempre più inefficienti e tra i più cari nel mondo, il Comune intende farsi “la reputazione” ripulendo i “nizioleti” dalla loro storia.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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