I rischi legati ai giochi sui social media

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La rete internet negli ultimi anni è diventata sempre più sociale ed anche gli stessi videogiochi, in passato dominio incontrastato di assidui e specializzati utenti di giochi su console e pc, hanno ampliato la loro utenza con una offerta fatta di giochi più semplici dal punto di vista grafico e delle abilità richieste, ma più spostati verso il lato social. Sono insomma i cosiddetti social games, che si sono diffusi principalmente attraverso piattaforme come Facebook e con applicazioni per dispositivi mobile (smartphone e tablet).

Questi giochi si sono diffusi in più ampie fette della società rispetto ai classici videogiochi, andando a comprendere un pubblico che in passato non giocava, vale a dire in particolare donne e giocatori meno giovani. Questo ha contribuito a creare una più ampia accettazione sociale di questi giochi, facendo abbassare la guardia dai rischi connessi ad essi.

Vari enti regolatori europei, in Italia come nel Regno Unito, stanno infatti mettendo a punto gruppi di studio per mettere in luce i rischi potenziali dei giochi social, che in molti casi nascondono al loro interno forme di gioco d’azzardo che però coinvolgono in maniera solo indiretta forme di denaro e che sono quindi più difficilmente regolamentabili rgaming_slideispetto alle classiche forme di gioco online.

Quelli che vengono studiati sono quindi quei giochi che magari sono gratuiti da scaricare, ma che presentano al loro interno forme di gioco d’azzardo per accedere alle quali, prima o poi, è necessario acquistare gettoni di gioco.

A differenza di siti di casino online che operano nel mercato italiano, William Hill per esempio, che offrono casino bonus gratis per iniziare a giocare, ma anche tutele per i giocatori in quanto regolamentate e controllate dall’AAMS (Monopoli di Stato), i rischi legati alle applicazioni social sono meno palesi, ma non per questo inesistenti, in quanto al contrario dei siti di casinò online, per i quali esistono leggi ben definite, le applicazioni social rientrano in una sorta di limbo legislativo.

È per questo che nelle settimane scorse alcuni dirigenti dell’ADM (Agenzia dele Dogane e dei Monopoli) hanno messo in evidenza i rischi legati a questi nuovi giochi, mentre il corrispondente ente regolatore inglese sta già procedendo ad indagini volte a capire in particolare:

–        i rischi potenziali delle app di gioco social;

–        la possibilità che hanno di indurre al gioco patologico;

–        il possibile sfruttamento degli utenti.

Il problema è quindi reale, tanto più che anche recenti studi pubblicati su PubMed – How the Internet is Changing Gambling: Findings from an Australian Prevalence Survey – confermano ancora una volta come ad essere a rischio in questi casi sono proprio i più giovani che però, in assenza di una opportuna regolamentazione, lo stato in questo caso non può tutelare.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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