I vetri di Scarpa e Venini al Metropolitan di New York

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di Elisabetta Rossi

Dopo il grande successo di critica e pubblico, la mostra veneziana Carlo Scarpa. Venini, 1932–1947 si è trasferita al Metropolitan Museum of Art di New York dove rimarrà aperta al pubblico fino al 2 marzo 2014 con il nuovo titolo di Venetian Glass by Carlo Scarpa: The Venini Company, 1932–1947. image (1)
Proveniente dalla Fondazione Cini di Venezia, la mostra fa parte di un progetto culturale pluriennale avviato da Pentagram Stiftung e dalla stessa Fondazione Cini per lo studio  e la valorizzazione del arte vetraria veneziana del Novecento.
Con questa iniziativa, il Met porta a New York il lavoro dell’architetto veneziano che modernizzò l’antica tradizione vetraia e gli Stati Uniti conosceranno per la prima volta le creazioni del grande maestro. Il percorso espositivo è organizzato cronologicamente e i pezzi sono divisi in gruppi, in base alla tecnica di lavorazione: in totale, circa una trentina di tipologie che si differenziano anche per tessuto vitreo, dai vetri sommersi alle murrine romane, dai corrosi ai vetri a pennellate.
L’esposizione, dedicata al percorso creativo di Carlo Scarpa e all’inestimabile lavoro svolto dall’architetto veneziano nel settore del design del vetro, si concentra sulla collaborazione con Paolo Venini che gli affidò la direzione artistica della vetreria di Murano dal 1932 al 1947.
Assecondando le sue due anime, quella artigiana e quella sperimentale, Scarpa guidò l’azienda nello sviluppo di tecniche pionieristiche e diede impulso ad una ricerca estetica che contribuì alla modernizzazione di una tradizione antica.
I circa 300 lavori esposti a New York e mai visti prima in un museo americano raccontano di questo radicale contributo che spinse ai limiti assoluti l’arte del vetro soffiato. La ricca produzione sarà esposta in ordine cronologico e comprenderà opere che differiscono nei processi di esecuzione e nel tessuto vitreo, e ancora disegni, bozzetti originali, prototipi e pezzi unici.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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