Aldo Cazzullo: ‘Basta piangere!’

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di Elisabetta Rossi

Martedì 26 novembre alle ore 17.00 al Teatro Argentina di Roma si terrà la presentazione del libro di Aldo Cazzullo ‘Basta piangere!’ Storie di un’Italia che non si lamentava (ed. Mondadori). Intervengono Enrico Mentana e Matteo Renzi con letture di Massimo Popolizio. Coordina Annalisa Bruchi.  L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. image (2)
«Non ho nessuna nostalgia del tempo perduto. Non era meglio allora. E’ meglio adesso – commenta l’autore – «l’Italia in cui siamo cresciuti era più povera, più inquinata, più violenta, più maschilista di quella di oggi. C’erano nubi tossiche come a Seveso, il terrorismo, i sequestri. Era un Paese più semplice, senza tv a colori, computer, videogiochi. Però il futuro non era un problema; era un’opportunità».
Aldo Cazzullo racconta ai ragazzi di oggi la storia della sua generazione e quella dei padri e dei nonni, «che non hanno trovato tutto facile; anzi, hanno superato prove che oggi non riusciamo neanche a immaginare. Hanno combattuto guerre, abbattuto dittature, ricostruito macerie. Hanno fatto di ogni piccola gioia un’assoluta felicità anche per conto dei commilitoni caduti nelle trincee di ghiaccio o nel deserto. Mia bisnonna sposò un uomo che non aveva mai visto: non era la persona giusta con cui lamentarmi per le prime pene d’amore. Mio nonno fece la Grande Guerra e vide i suoi amici morire di tifo: non potevo lamentarmi con lui per il morbillo. L’altro nonno da bambino faceva a piedi 15 chilometri per andare al lavoro perché non aveva i soldi per la corriera: come lamentarmi se non mi compravano il motorino?». I nati negli anni Sessanta non hanno vissuto la guerra e la fame; ma sapevano che c’erano state. Hanno assorbito l’energia di un Paese che andava verso il più anziché verso il meno. Hanno letto il libro Cuore, i romanzi di Salgari, Pinocchio, i classici. Non hanno avuto le opportunità dell’era digitale, scrivevano lettere e non mail o sms, ma proprio per questo hanno conosciuto il tempo in cui le parole avevano un valore.
‘Basta piangere!’ rievoca personaggi, canzoni, film, libri e oggetti di un’Italia che si accontentava di poco: Yanez e Orzowei, il mago Silvan e le piste per le biglie, i Giochi senza frontiere e la Febbre del sabato sera, i miti dello sport e della musica, le mode effimere e i cambiamenti profondi. Attraverso il racconto degli ultimi decenni, Aldo Cazzullo ricostruisce l’inizio della crisi e il modo in cui se ne può uscire: i quarantenni, anziché beccarsi come i capponi di Renzo, si uniscano per cambiare il Paese. E i ragazzi smettano di piagnucolare per qualcosa che ancora non conoscono e che dipende soprattutto da loro: il futuro.
Le nuove generazioni di italiani sono in crisi, le difficoltà economiche le deprimono e la precarietà sembra aver tolto loro la speranza nel futuro. L’impoverimento è reale, la stagnazione pure, ma non è la prima crisi che attraversa il Paese. Gli italiani, si sa, hanno la memoria corta, ma dovrebbero ricordare altre stagioni: il dopoguerra e gli anni Cinquanta, la crisi petrolifera e l’inflazione a doppia cifra dell’inizio degli anni Ottanta. Altre epoche, è vero, altri problemi e altre soluzioni. Qualcosa però dovremmo averla imparata, e sono le storie che racconta Aldo Cazzullo in questo libro. La forza d’animo e la caparbietà dei nostri genitori e dei nostri nonni, l’ingegno e la fiducia nel futuro di quelli – un’altra generazione di italiani – che senza telefonino e con una televisione in bianco e nero, solo credendo nel proprio lavoro e nelle proprie forze, hanno rialzato un Paese in ginocchio e l’hanno fatto entrare di diritto nel gruppo delle prime potenze mondiali.

Aldo Cazzullo, giornalista e scrittore, è editorialista del Corriere della Sera. Si è occupato di politica italiana e internazionale, seguendo come inviato le elezioni di Bush, Obama, Erdogan, Zapatero e Sarkozy, le Olimpiadi di Atene e Pechino e i Mondiali di calcio in Giappone e Germania. È autore di numerosi saggi, tra cui: ‘I ragazzi di Via Po’, ‘I grandi vecchi’ (premio Estense 2006), Outlet Italia, ‘L’Italia de noantri’, ‘Viva l’Italia!’ (premio Nazionale ANPI “Renato Benedetto Fabrizi” 2011), da cui è stato tratto uno spettacolo teatrale di grande successo, e ‘L’Italia s’è ridesta’. Nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo ‘La mia anima è ovunque tu sia’.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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