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Il Papa tra i poveri

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La nostra redattrice Maria Rosaria De Simone, autrice del romanzo “Il golfino verde mela”, Dante Alighieri Editore, in ebook, propone, settimanalmente, un racconto ispirato a fatti di cronaca e di attualità. Questa settimana la storia trae spunto da una indiscrezione riportata da molti giornali riguardo a Papa Francesco.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALe luci bianche rompono l’oscurità e ingentiliscono l’imponente Basilica di S. Pietro, che di notte, con la sua piazza adagiata come braccia nella Roma sonnolenta, pare un presepe. Fa freddo. La temperatura crea lastre di ghiaccio accanto ai rivoli d’acqua che fuggono intorno alle numerose fontane. Il brulicare di fedeli, di turisti e di romani ha lasciato I vicoli e le strade per assaporare il tepore delle locande e delle case, con i profumi della cucina romana. Via della Conciliazione è umida e silenziosa. Le saracinesche dei bar, dei negozi e delle grandi librerie sono abbassate. I portali delle Chiese e dei palazzi ben chiusi.
Silenzio, gelo sotto i lampioni antichi. Ma gli angoli bui sotto i portici, sui gradini delle Chiese, accanto alle saracinesche abbassate accolgono, al calar della notte, i diseredati di questa terra così nobile. Sagome scure avvolte da stracci e coperte, circondati da valige sfondate piene di roba, buste per la spazzatura, cartoni a costruire una nicchia. Due nicchie. Un mondo di nicchie. Cartoni ovunque, che disegnano quelle case che i poveri della terra non hanno. La nuda terra, i marciapiedi sono il loro cuscino su cui posare il capo.
Due sagome camminano sotto i portici immacolati, appena imbiancati, lasciandosi alle spalle la basilica. Hanno il cappello calato sulla testa, i vestiti neri, come nero è il cappotto. Svoltano verso un vicolo oscuro e sbucano in una strada laterale. Anche lì cartoni su cartoni e una umanità sofferente. L’uomo più alto allunga il passo, sale alcuni gradini e si avvicina ad un piccolo gruppo. Tre donne, coperte di stracci, che si fanno compagnia raccontandosi la vita e riscaldandosi con la vicinanza l’una dell’altra.
Una solleva lo sguardo verso l’uomo alto vestito di nero, poi verso quello che lo segue, riconoscendolo. Apre il suo sorriso sdentato, parla con voce strascicata.
-Padre Corrado, che ci ha portato stasera?-
La donna scruta meglio l’uomo accanto al prete che conosce da tempo. Ha un sussulto.
-Santità…-
L’uomo le sorride e le chiede il nome. Cesira, risponde lei. E fa per inginocchiarsi.
-Santità che fa qui accanto ad una povera vecchia? Come mai non sta nei suoi palazzi?-
-Perché questo è il mio posto, accanto a voi.-
-Santità mi benedica. Chissà se arrivo a domani.-
L’uomo alto vestito di nero le pone le mani sul capo e mormora una preghiera. Poi l’abbraccia.
barbonePiange la donna, che non conosce più baci carezze ed abbracci, tenuta lontano, il giorno, per il puzzo pungente. Piange la donna. Chiacchierano un poco. Papa Francesco benedice le altre due donne.
Don Corrado porge loro un pacco. C’è del cibo caldo. Mette nelle loro mani del denaro.
Si allontanano i due. Padre Corrado, arcivescovo, lontano da tutti gli onori, il dispensatore di elemosine ai poveri e l’uomo venuto da lontano, Papa Francesco.
Continuano il loro giro tra i poveri.
-È uno di noi. Un uomo normale- osserva una delle barbone.-
-No- risponde Cesira. -Non è un uomo normale. Quale uomo che tu conosci viene di notte da noi povere vecchie a confortarci e a darci da mangiare, senza schifarsi?-
-Bravo, Padre Corrado. Bravo- ripete intanto Papa Francesco. -Hai portato come ti ho detto il ricavato delle elemosine? Torneremo solo dopo averle lasciate ai poveri.-
Lo osserva sorridendo e soggiunge:-Il tuo conto è buono solo quando è vuoto.-

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

2 Comments

  1. enricai
    1 dicembre 2013

    so che è cosi perchè io non penso affatto che il Papa faccia marketing tuttavia leggendo questa storia la trovo molto romanzata

  2. 1 dicembre 2013

    Commovente questo tuo scritto, questo Papà Francesco primo mi piace ogni giorno di più.
    Un Papa che rifuta la ricchezza sfarzosa dei benestanti che non hanno cuore, che pensano che il danaro sia tutto nella vita, vivendo in funzione di esso, accumulando sempre più danaro,
    Un Papa umile cha stà in mezzo ai poveri ,come l’ultimo dei poveri,divide con loro la sofferenza di una vita fatta di miseia.
    Magari sono persone , uomini , donne , che hanno lavorato sodo e a causa della crisi di lavoro, oggi si ritrovano senza una casa, senza un posto dove dormire, senza un soldo per mangiare e si accontentano di un piatto caldo offerto da una mensa della Caritas, o dai volontari
    L’inverno è alle porte, fà freddo, noi a casa nostra al calduccio di un caminetto e la tavola imbandita di ogni ben di Dio, pensiamci un attimino, e se per caso incontriamo un senzatetto, abbracciamolo con affetto, non dobbiamo aver paura di dare quel poco che abbiamo.
    Dio è in mezzo a noi, Signore benedici il nostro S. Padre, benedici , questo Santo uomo figura simile al nostro Signore Gesù

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