Una giovane atleta azzurra “Spacca” il traguardo alla Race for Life

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di Federica Ricci

Maria Enrica Spacca, giovane atleta italiana originaria della provincia di Rieti specialista del 400 m, insieme ai cittadini, ai docenti universitari, ricercatori e operatori sanitari ha corso questa volta per vincere il traguardo della vita all’evento Race for Life.

Evento, voluto e sostenuto dal Centro Prevenzione del Suicidio, coordinato dal Prof R. Tatarelli e M. Pompili dell’Univeristà La Sapienza Roma, per diffondere e sensibilizzare la popolazione sul rischio di suicidio.

M.E Spacca a soli 24 anni ha conseguito già numerosi successi, tra cui ricordiamo: la staffetta 4×400 m nella squadra italiana ai campionati mondiali di atletica leggera del 2009. Era la sua seconda volta in nazionale italiana.

Alla IAAF dove si è qualificata miglior tempo sui 400m 55″39 nel 2004 (che era anche quello con cui si qualificò per i Mondiali juniores a Grosseto nel 2004 per la staffetta 4×400 m): agli europei di Barcellona 2010, dove è riuscita a guadagnarsi il 4° posto nella staffetta 4×400.

Maria Enrica Spacca, sappiamo che ha portato a casa una bel successo da Barcellona. Può raccontarci la sua esperienza agli Europei 2010?

E’ difficile spiegare a parole le sensazioni provate in quei giorni. Partecipare a gare di importanza nazionale è emozionante sia per la propria soddisfazione personale ma soprattutto perchè si riveste un ruolo di responsabilità nei confronti dell’intero Paese.

Portare a casa un buon risultato significa soprattutto avere una grande preparazione ma anche fare  grandi sacrifici. Può raccontarci un po’ la sua vita da campionessa?

Quando ho iniziato un pò mi “pesava”, soprattutto nel periodo adolescenziale, rinunciare ai comuni divertimenti di una ragazza della mia età. Tuttavia, superati quei momenti, contemporaneamente ai grandi successi raggiunti giorno per giorno mi ripagava dei sacrifici e delle rinunce passate. Oggi posso dire con orgoglio e felicità che ne  è valsa la pena anche grazie all’aiuto e al supporto costante ricevuto sia dal mio allenatore (Prof. Roberto Bonomi) sia dal Gruppo Sportivo della Forestale.

Il 15 settembre è stata la testimonial d’onore dell’evento Race for Life, evento promosso dal Centro Prevenzione del Suicido dell’Università La Sapienza Roma, Osp. S. Andrea. Può raccontarci cosa ha significato per lei?

Quando mi è stato proposto di partecipare ad un evento di tale importanza dal punto di vista sociale ho pensato che mi avrebbe gratificato ed arricchito interiormente. Condividere un evento sportivo con professionisti impegnati ogni giorno alla salvaguardia dei disagi altrui mi ha fatto capire quanto sia importante poter condividere temi così importanti a prescindere dal ruolo sociale. Questi sono problemi che devono riguardare non solo chi li osserva da vicino o i familiari delle vittime, ma tutto il Paese. Per questo ho deciso di essere la madrina dell’evento, per dire no al disagio, no al suicido, soprattutto nell’ottica della tutela dei più giovani troppo spesso coinvolti in queste tragiche vicende.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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