Ecologia del vivere: Lo snodo

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di Peppe Mariani

A quale spettacolo malevolo assistiamo ormai da un po’ di tempo con ritmo incalzante, sull’agorà della scena sociale, politica ed anche mediatica. Non è indifferente l’esito che avremo dopo queste rappresentazioni, perché questi fotogrammi di vita ”ascoltata” dai nostri scranni di cittadini, utenti, elettori e tifosi, produrranno cultura, atteggiamenti, modi di pensare, di condividere ma spesso solo dividere in virtù della volontà di fazione. Attesterà segnali su cui giustificare presenza e scelte su temi decisivi per noi e per le generazioni che ci seguiranno. In questi giorni un’amica rispondeva a un mio post su facebook che auspicava un lavorio comune sulla cifra da dedicare all’ascolto e alla positività delle visioni, in questo modo: ” … voliamo alto…per superare tante schifezze che arieggiano in questo paese… però vivere bene nella realtà attuale … è utopia… Buona giornata”. E come darle torto? Tuttavia, lo snodo di vita che abbiamo davanti, non ci permette fermate inutili. Un primo passo è certamente sapere che in questo periodo difficile ci siamo gli uni per gli altri. Questo può sembrare poco, ma in realtà significa davvero molto. Quando si richiama la coesione sociale, il valore della partecipazione, della rappresentanza, della solidarietà, della capacità di autonomia di pensiero, della pedagogia educativa e il vincolo auto-imposto di volare alto su queste abilità, noi scegliamo la direzione della buona vita. Con questo diktat non banalizziamo la quotidianità, ma certamente non cadiamo davanti alla tirannia della scelta, non cediamo alle logiche della faziosità coartata dalla pazienza sfinita e finita. La classe dirigente che abbiamo, ha fallito prima, sta fallendo ora.
schiaffoLa conseguenza di questa crisi di nervi, produce sintomi palpabili, tra cui le discriminazioni di genere e in genere, che ormai campeggiano con spavalderia grossolana. Un secondo passo, allora è non diventare utili idioti, o peggio, ultras di qualcosa o qualcuno che è, e non sarà mai la soluzione alle nostre aspirazioni più belle, ma anche più semplicemente umane. Così facendo non levighiamo la nostra indignazione verso quello che ormai è un vero teatro dei paradossi e della vigliaccheria di furbastri addestrati a mentire e non diamo soluzioni alla domanda su quanta strada dobbiamo ancora percorrere per vedere un barlume di luce. Altresì, non ci adagiamo a sopportare con indifferenza quello a cui quotidianamente e con ritmo incalzante assistiamo. Ci disponiamo solo ad ascoltare con più nitidezza, l’ignoranza, la pervicacia e l’arroganza di chi parla di politica, trasparenza, partecipazione, ma intende e pratica altro. Davanti alle solitudini delle genti, che reclamano ascolto a bisogni sempre più opprimenti e diritti sempre vilipesi le parole della politica e dell’etica diventano sempre più voce flebile e incerta. In questa commedia degli equivoci la sconfitta più dolorosa la subisce proprio quel senso del “volare alto” della Politica con la “P” maiuscola, quella della passione, della responsabilità verso il bene comune. Quella spiegata come servizio per i cittadini, della militanza intesa come azione altruistica. Quella che parla ai cuori delle persone e che riesce a emozionarci. Non voglio rimanere vittima delle reiterate azioni autolesioniste con le quali i delegittimati gruppi dirigenti, non solo dei partiti ma anche della comunicazione, della società tutta, hanno, in vari momenti e in molteplici modi, affossato ogni capacità di visione e d’impegno forte, serio, generoso. Vedo gente stanca, sfiduciata senza orientamento. Tutto sembra caderci addosso con violenza inaudita provocando danni irreparabili, non solo al sistema paese, ma soprattutto alla vita delle persone in carne ed ossa. E’ drammatico vedere le strategie mirate e ragionate di questi signori, che spostano l’obiettivo sempre su “altro” e alzano l’asticella sempre più in alto. Purtroppo, di fatto svuotano memoria e coscienze, facendoci precipitare in un buco nero. Ed io non ci sto!
Essere felice, dignitoso, sereno è difficile sempre. Dobbiamo, quasi come reietti, aspettare, giocare con il tempo, guardare, ascoltare. Rimandare ogni azione affrancatrice. Probabilmente non indosseremo subito la felicità, ma ci disporremmo alla possibilità di ascoltare i suoi colori. Solo così potremmo conquistare la forza giusta per agguantarla come guerrieri della luce. Ma partivo solo da questo post e da questo ritorno: Buongiorno, buongiorno per tutto il giorno. E’ proprio vero, oltre i momenti più foschi c’è sempre un sorriso a riscaldarti.
Vivere_insieme2Ci nutriamo di passioni, di sguardi, di sentimenti, di esperienze, di opportunità, di conflitti, di limiti, di amicizie vere e fraudolente e tanto altro. Tutto questo tratteggia la vita. Segna il fisico e l’anima, ma non cambia la vitalità che percuote la voglia di crescere e conoscere sempre la fascinazione della vita. Voliamo alto laddove nessuno può scalfire la trepidazione che ci nasce per ogni momento che viviamo con gli altri e diamo la possibilità alle anime belle di cogliere e scoprire i nostri profumi, le nostre fragilità, la nostra voglia di carpire ogni filamento del giorno che occhieggia. Allora, statene certi, potremmo gioire per ogni emozioni che ci lambirà il cuore e il corpo, e questo, perché ci siamo resi un po’ più accoglienti.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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