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Il profumo dei limoni

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di Giorgia Petrini

Ci penso da un paio d’anni di scrivere un libro sull’argomento, ma non l’ho ancora fatto. Faccio in tempo, però. Nel frattempo, mi è stato regalato questo, e meno male, direi…
“L’altro” che ha avuto la stessa ispirazione si chiama Jonah Lynch, ha tre anni meno di me (è del ’78), è un sacerdote dal 2006, laureato in Fisica alla McGill University di Montréal, con un Master in Education alla George Washington University (conseguito dopo “aver capito qualcosa” di filosofia e teologia all’Università Lateranense). Diciamo che sono stata adeguatamente sostituita; almeno di questo potrò farne un vanto.
In realtà, il video che vi lascio e che vi consiglio di guardare fino alla fine, rende molto bene il cuore del il_profumo_dei_limonimessaggio del libro, un testo asciutto e semplice, ma allo stesso tempo denso delle cose più importanti.
Abbiamo tante domande da farci, oggi, rispetto al tema della tecnologia e dei rapporti umani nell’era di Facebook. Alla maggior parte non sappiamo rispondere e anche questo fa parte dell’emergenza educativa. Prima arriva il problema, la conseguenza o l’incapacità di aver previsto una certa cosa (dalla dipendenza a internet, all’incapacità di intrattenere relazioni reali e un rapporto vivo con la realtà) e dopo arriva l’urgenza, ormai superata, di porsi certe domande. Stiamo arrivando tardi, benché questo sia un libro di già due anni fa, su questioni che ci stanno superando di qualche anno. In sostanza, invece di sapere come trasmettere dall’inizio ai nostri figli certi esempi, metodi o attenzioni, solo alla fine scopriamo che hanno un falso profilo su Facebook – che usano come noi non vorremmo mai – e solo dopo ci chiediamo dove abbiamo sbagliato. Questo è un tema urgente dell’era moderna, è attuale, riguarda il futuro prossimo e lontano, ma soprattutto coinvolge tutti e fa parte di un’emergenza educativa che non possiamo non vedere, lasciar correre o sottostimare, soprattutto quando Lucignolo informa i suoi spettatori (quindi figli compresi, seduti a tavola con mamma e papà), in prima serata, che esiste la nuova figura socialmente utile della “zoccola etica” che informa via web il nuovo mondo su cosa sia il poliamore (utilizzando un blog, un social network o tutti gli attuali veicoli di “informazione” (?) collettiva di nuova generazione).
Andiamo tanto sponsorizzando la libertà, ma siamo continuamente sotto scacco di un progresso ingovernabile che, da ogni parte, tende a farci credere che basta smettere di guardare la tv, spegnere il cellulare o non usare il computer per stare nella realtà. Ecco, non è vero. E bisogna dirlo chiaro, saperlo bene. Il libro di Jonah Lynch parla di questo. Lo fa passando per la realtà, conoscendo bene l’argomento, gli adolescenti e la Creazione che invece Dio ha reso tanto più variegata, di un social network o del web, nell’uso dei sensi e nella condivisione della nostra vita con quella degli altri.
Gli esseri umani sono realtà molto più complesse della caricatura che di se stessi vorrebbero fare nascondendosi dietro al profilo di una persona migliore. Ci sono cose nella vita per le quali uscire allo scoperto è necessario ed è urgente. Magari non utile, ma a volte le cose inutili sono anche le più belle.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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