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Giovanni Allevi, Solo Piano 2014

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di Eleonora Quadrana

Non poteva che essere laureato in filosofia un artista eclettico e fuori dal comune come Giovanni Allevi. Un personaggio che ha fatto della sua particolarità la sua “forza”. Tanto è vero che egli stesso definisce la sua Arte, con quello che potrebbe sembrare un ossimoro, “una musica classica contemporanea”. allevi
Nonostante sia difficile collocare il compositore in una vera e propria categoria musicale, il pubblico lo segue e lo applaude con entusiasmo.
Infatti, nell’Auditorium della conciliazione di Roma il 13/03/14 allo spettacolo “Solo Piano”non si contava nemmeno un posto vuoto. Ma una folla, che con affetto, aspettava di farsi travolgere dall’artista, che per nulla delude le aspettative.
Giovanni Allevi riesce, infatti, a strutturare il suo spettacolo in un mix perfetto tra musica, certamente ben eseguita e i suoi simpatici racconti di vita.
Trovo particolarmente interessante il primo di questi, ossia l’introduzione alla melodia Room 108, nome della camera in cui ha alloggiato nel suo primo tour d’ artista. In questa introduzione si proponeva di rispondere ai ragazzi che hanno intenzione di intraprendere la sua stessa carriera di compositore di musica classica, e che gli chiedevano consigli su come scrivere i loro accordi. Allevi risponde che non c’è una vera e propria procedura per scrivere musica, ma che il modo migliore per scrivere musica – un concetto applicabile all’arte in generale -, sia quello di vivere in maniera artistica, di provare emozioni forti che ci scavino nel profondo, o meglio come lui stesso dice, di “rotolarsi nella vita”. Perché, in fondo, la tecnica non è niente se non vi è sotto un’ emozione e questo appare chiaro nei brani che ci propone come: Back to life, Japan, Giochi d’acqua, Aria, 300 anelli, Come sei veramente, Segret love e molti altri.
E infine, conclude il concerto ricambiando il calore che ha ricevuto dal pubblico con il suo brano “Abbracciami”.

 

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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