Solo un figlio

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di Gianleandro Catania

La vita, appena concepita, rende materno l’utero che l’accoglie. La relazione madre-bambino è, sin dai primi giorni di vita del figlio, predominante e quasi esclusiva. Qual è, invece, l’esatto momento in cui si acquisisce il ruolo di padre?father-Son

Un giorno, ritornando a casa dopo il lavoro, apri la porta e, attraversata la soglia, la richiudi alle tue spalle. Tua moglie è lì in piedi ad aspettarti. Ti accorgi che vuole comunicarti qualcosa. La saluti e glielo chiedi espressamente. Ti guarda negli occhi, è felice, ti sorride ed esclama: “Oggi, ha detto papà!”.

Che sia andata secondo clichè o meno, c’è stato un momento in cui si è aggiunto alla consapevolezza di essere padre il riconoscimento, come tale, da parte del  figlio; dapprima questo riconoscimento è spontaneo, successivamente, è mediato dalla consapevolezza.

Ci sono, però, uomini che, dopo aver concepito un figlio ed assunto, conseguentemente, il ruolo di padre, hanno vissuto a vario titolo la negazione di questo riconoscimento.

Quale origine potrebbe avere una tale negazione?

padri separatiSe la negazione fosse palesemente riconducibile ad una scelta del figlio, si dovrebbe accettare la scelta del figlio. Se la negazione, come spesso accade, fosse l’espressione di una riduzione della libertà del figlio da parte della madre, ad esempio per mancato raggiungimento di un’autonomia di pensiero a causa dell’età, dovrebbe ancora essere accettata?

Recentemente, mi sono imbattuto in uomini che condividono il medesimo dolore a causa della mancata possibilità di fare il Padre.

Mi stupisce, oltremodo, il comune denominatore delle loro storie: assenza di condizioni per la creazione di una relazione padre-figlio.

Spesso, questi Padri hanno difficoltà perfino ad incontrare i figli, soprattutto quando essi sono ancora in tenera o tenerissima età.

A parte i casi in cui le condizioni mancano a causa di una comprovata minaccia per il figlio, casi per i quali rinvio alle prime pagine dei giornali, questi Padri, la cui unica colpa è con molta probabilità quella di non amare più l’altro genitore, non riescono a far valere i loro diritti.

La negazione dei diritti dei Padri ha un’immediata ricaduta sul diritto dei figli di coltivare una relazione con il Papà. Diritto che, a mio parere, dovrebbe prevalere su tutto il resto. Dovrebbe, cioè, essere necessario anteporre l’esigenza psicologica del figlio di instaurare una relazione intima con il proprio Papà.

È universalmente riconosciuta l’importanza della relazione del figlio con il Papà al pari di quella con la Mamma. Ciò nonostante a molti figli di separati viene ancora troppe volte negata la possibilità non solo di festeggiare il giorno dedicato a tutti i Papà del mondo ma anche e soprattutto di avviare, pur con le differenze del caso, una delle relazioni che fondano la personalità degli uomini e delle donne.

A questi figli, oggi, auguro di potere festeggiare l’affermazione di un loro diritto attraverso un accordo che nasca dai loro genitori, gli unici in grado di scegliere bene per il futuro del frutto di un amore che, almeno, fu.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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