Ecologia del vivere: il dono cammina nel silenzio

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di Peppe Mariani

La mia professoressa di sociologia urbana, esperta nell’intervento sull’integrazione dei clochard, ci raccontava delle storie incantevoli sulla vita di queste persone e di come il susseguirsi di eventi sfortunati posso piombare addosso a chiunque per poi ritrovarsi, in un attimo, senza nessuno e senza nulla.
Poi aggiungeva e si rivolgeva sempre a me di cui conosceva la storia di “combattente sul campo” con queste parole e con quel dito alzato per ammonirmi ma nello stesso tempo proteggermi: se fai un’opera di bene o di giustizia, ricordati che i benefici non possono essere ricambiati.
1381792_10202537695837339_629510593_nNon ti aspettare mai gratitudine, perché le azioni che hai prodotto possono partorire sudditanza, finanche tensione, per la difficoltà di non poter assegnare un valore di scambio, poiché queste persone sono deprivate di tutto e l’unico bene che hanno a disposizione è il bisogno che non conosce “salvatori della patria”.
Spesso la fatica della vita s’incrudisce e si riversa verso chi allunga loro una mano, perché è l’unica di cui possono avere un contatto. Quindi, se hai un anello, è meglio toglierlo subito. Crudele, ma il diritto e la dignità offesa non fanno riverenze a nessuno.
Allora, una volta buttato il seme della giustizia, per rinfrancarsi è inderogabile girare le spalle velocemente, dopo aver scambiato un sorriso di complicità. La soddisfazione risiede, esclusivamente, nel senso di giustizia che si conquista e che alimenta in noi sentimenti, passione e dignità. Non possono esserci altre ricompense. Se ci aspettiamo altro meglio diventare lestofanti subito e vestirsi delle “faccine” appropriate.
Quelle parole sono rimaste a girovagare nella mia anima e quando mi capita di toccare la fatica del vivere, cammino solo più lentamente, per sorseggiare ogni spazio di luce e ingoiare la densità dell’umanità che mi appartiene, come il miglior dono desiderato.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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