Fernando Masi, alle radici del colore

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Il pittore Fernando Masi

Di Cinzia Colella

‘Nei cosmi che i tuoi occhi di pittore indagano, il cosmo pittorico creato dalle tue mani d’artista, è popolato di tempeste. Nelle tue figure vive la tempesta dentro e tutt’intorno’. Queste sono le parole con cui Augusto Daolio (cantante de I Nomadi che condivide la stessa passione per la pittura) definisce Fernando Masi,  il pittore della Ferrari.  “Radici” – in mostra al Grand Hotel Duca d’Este a Bagni di Tivoli dal 16 al 30 ottobre – mette in scena tutta la poetica di Masi espressa nelle sue creazioni. Di ispirazione quasi futurista nel conferire movimento alle sue tele, privilegia le sciabolate di colore intenso e brillante.

Nato in Irpinia e figlio d’arte, si dedica esclusivamente alla sua attitudine creativa solo dopo aver conosciuto anche il mondo del lavoro. E’ la città di Modena ad accoglierlo come artista ed è proprio da qui che inizia la sua carriera. Il dinamismo prorompente dei suoi quadri non passa inosservato a Maranello dove, affascinato dalla Ferrari, immortala la Rossa ed i ‘Grand Prix’ in una mostra antologica nei saloni della ‘Galleria Ferrari’. Grazie al suo impegno e a suo talento, il suo percorso è scandito da continui successi che gli assicurano la partecipazione a mostre di rilievo in tutt’Italia ed all’estero. Firma il manifesto della 47° Fiera Internazionale di Bologna (Campania e Basilicata) e nel 1998 approda in America con una grande esposizione alla New York University. Non tardano ad arrivare neanche i riconoscimenti, tra cui quello di artista di murales conferitogli durante la  Biennale del ‘Muro Dipinto’ di Dozza Imolese (Bologna).

"Criniera" di Fernando Masi

“… I sentimenti umani si collegano a quelli artistici, quando sono a contatto diretto con il con il creato. La mia è un’attività che mi consente di comunicare con il mondo che mi circonda. Con le mie opere trasmetto all’osservatore ciò che ho dentro di me, quello che mi ha lasciato una determinata situazione, immagine o sgomento, il dramma umano.
Mi affascina anche una cucciolata indifesa, lo sguardo di un randagio con i suoi grandi occhi tristi, fino all’immensità del mare, oppure davanti ad una cascata dove trovo la grandezza di Dio!”.

Ed è infatti l’emozione quella che invade gli occhi dello spettatore: l’accordo cromatico deciso e violento è sempre di forte impatto, e rivela immediatamente il sentimento che ha guidato l’impeto creativo. Una pittura sincera autentica senza mediazioni concettuali che ne condizionino la percezione.

Per maggiori info:
www.fernandomasi.it

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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