Rodolfo Baldassarri presenta a Roma il nuovo libro “Infinito”, sul filo rosso del destino

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Di Stefania Taruffi

Mercoledì 16 Aprile alle ore 19:00, lo scrittore Rodolfo Baldassarri presenterà a Roma, nell’esclusiva cornice dell’Antica Biblioteca Valle, “Infinito”, il secondo romanzo della sua trilogia “Il filo rosso del destino”.
10176224_10203535509967790_715304840_nDopo il grande successo del suo romanzo d’esordio, “In Riva al Mare”, tradotto in lingua tedesca e inglese, l’autore approda per la seconda volta nella Città Eterna, nella sua Roma.
I protagonisti della storia, ambientata in Maremma tra Massa Marittima, Roma, Gerusalemme, il Lago di Garda e Roma, sono Valerio e il suo antenato Roberto. Attraverso un vecchio manoscritto, Valerio scopre l’esistenza di un’antica maledizione che incombe da secoli sulla sua famiglia. “Infinito” diventa quindi il racconto di un viaggio senza confini di tempo e di spazio, che ripercorre il segreto della creazione. Questo romanzo si può definire un’estrema storia d’amore che non conosce i limiti né del tempo né degli uomini. “Nulla si crea , nulla si distrugge, tutto si trasforma!

Durante la serata, si svolgerà anche una sfilata di moda organizzata da Daniela Valenzi dello stilista Catenella, introdotta da un balletto eseguito dalla Dancer Jasmine Tesei, Scuola di danza New 3Face di Valentina Cappella.

1530566_10203569470536783_3949110875479170759_nInfinito” è un romanzo attuale, intriso di romanticismo, passione e sensualità. Percorrendo il ‘filo rosso del destino’ che ci accompagna nel proseguimento della storia d’amore raccontata da Baldassarri, si viene introdotti nel delicato mondo dei sentimenti, così bene descritti dall’autore. Ci si sofferma anche a riflettere sul significato più profondo del concetto di ‘destino’, del quale si sono occupati filosofi e scrittori d’ogni tempo, al fine di comprendere se esista davvero un destino predeterminato per ciascuno di noi, come affermavano gli stoici, oppure se è tutto un caso, legato al libero arbitrio e alle nostre scelte personali.
Affidarsi completamente al destino impedisce di realizzare la propria vita nella libertà, come frutto delle proprie decisioni. Il destino obbliga a vivere sotto la cappa di una visione della vita immutabile, indipendente da noi, completamente passivi. Gli antichi lo chiamavano «fato». Davanti a quanto era scritto neppure Zeus, padre degli dei, poteva cambiare l’ordine degli eventi. Eppure leggendo questo libro, ci si ritrova a non escludere una certa fatalità negli eventi, un ‘filo’ conduttore che appare inevitabile e incontrovertibile, soprattutto nella sfera affettiva, nel delicato mondo delle affinità elettive, degli incontri fatali che, se pur rari, sono destinati all’eternità. Ed ecco che ‘il filo rosso del destino‘, ci conduce nelle sfumature, emozioni, ma anche nelle paranoie e insicurezze di un grande amore, nel suo ineluttabile destino,che sembra essere radicato non solo nel presente, ma anche nel passato più remoto, in altre vite, in altri mondi. Ci viene da pensare che quell’amore sia sempre esistito nella sua essenza più profonda e si sia reincarnato in nuovi corpi, destinati comunque a riconoscersi e incontrarsi ancora in nuove esistenze.

Rodolfo Baldassarri

Rodolfo Baldassarri

Cos’è il ‘filo rosso del destino’ lo spiega con amabile charme l’autore, Rodolfo Baldassarri: “Secondo la tradizione giapponese ogni persona porta, fin dalla nascita, un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra che lo lega alla propria anima gemella. Il filo ha la caratteristica di essere indistruttibile: le due persone sono destinate, alla fine, a incontrarsi e a vivere la propria vita insieme. E’ un filo che lega due anime gemelle, ma non solo è anche il destino in senso lato. Infatti tutto quello che ci accade durante la nostra esistenza, ha una ragione, anche se spesso, al momento, non lo comprendiamo. Ebbene questa apparente catena di accadimenti in realtà sono tutti legati assieme tra di loro: appunto da un filo rosso che percorre le nostre esistenze”.
L’intreccio delle due storie parallele, ambientate in epoche diverse, rimandano ad un’idea di ‘destino‘ che si reincarna continuamente, di migrazioni dell’anima, dello stesso ‘karma’, da una vita all’altra.

Infinito mi ha ricollegato anche alle teorie dello psichiatra statunitense Brian Weiss che utilizza la regressione alle vite precedenti con l’ipnosi e ha scritto il magnifico libro: “Molte vite un solo amore”.
Secondo Weiss, due persone, dopo essersi amate in una vita precedente, sembrano destinate a ricongiungersi: e l’amore, che dissolve la rabbia e guarisce il dolore, rappresenta per entrambi l’unica possibilità di guarigione. Dunque dietro le apparenti coincidenze delle vicende amorose, si nasconde invece una profonda necessità di ritrovarsi e amarsi.
Anche Weiss parla di ‘anime gemelle‘ e così bene spiega quel mondo di fatalità amorosa, che si tramuta in destino:
A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. A volte ve ne vengono riservate due o tre, anche quattro. Possono appartenere a generazioni diverse. Per ricongiungersi con voi, viaggiano attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali. Vengono dall’ altrove, dal cielo. Possono assumere diverse sembianze, ma il vostro cuore le riconosce. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sè in altri luoghi e tempi, sotto il plenilunio dei deserti d’ Egitto o nelle antiche pianure della Mongolia. Avete cavalcato insieme negli eserciti di condottieri dimenticati dalla storia, avete vissuto insieme nelle grotte ricoperte di sabbia dei nostri antenati. Tra voi c’è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.
L’intelletto può intromettersi e dire: “Io non so chi tu sia”, ma il cuore lo sa
”.

Ne parliamo con l’autore.

Qual è il ‘filo’ che collega il suo primo romanzo ‘In riva al mare’ a ‘Infinito’?
Il collegamento più importante è quello de protagonista: Valerio. Poi, soprattutto il tema: la ricerca dell’amore. E se nel primo libro Valerio vive una specie di “educazione sentimentale” con il suo primo amore per Barbara. Nel secondo si intrecciano anche i destini di altri protagonisti, e l’amore diventa anche la ricerca di se stessi.

I suoi romanzi parlano d’Amore. E’ dunque l’Amore, con la A maiuscola, che ha ispirato questa Trilogia?
L’amore è l’energia che “muove il cielo e le stelle” è quella cosa per cui tutti siamo disposti a fare sacrifici e a volte, a mettere in gioco la nostra vita. Il punto di partenza per la trilogia è stato la mia esperienza di vita. All’inizio avevo intenzione di creare una specie di diario del cuore, poi andando avanti la storia ha preso tutt’altra forma: varie storie legate insieme da un filo rosso ma pur sempre separate e da questo ho cercato di farne una storia che continua, e che forse non è destinata a terminare nemmeno con il terzo capitolo.

Ha già in mente di cosa parlerà il terzo volume? Concluderà il filone?
Il terzo volume è già abbozzato e anche iniziato, ho fatto uno schema, un piano dell’opera e dei personaggi. Parlerà d’amore e sarà in parte il seguito de “Infinito”, ma come finirà, ancora non l’ho deciso, mi lascerò ispirare dagli eventi e dalle invenzioni dei giorni che vivrò.

I suoi romanzi sono autobiografici?
Come ho già accennato in precedenza per la storia del diario del cuore de “In riva al mare”, posso affermare che un buon 50-60% di quello che scrivo, prende spunto e ispirazione dall’esperienza del mio vissuto. Per il resto vi è anche una buona parte di finzione narrativa, ma non sarò mai io a svelare quali sono le parti autobiografiche e quali no, questo è un piacere che non voglio togliere ai lettori.

Perchè il titolo ‘Infinito’?
Il titolo “infinito” per due motivi, per primo perché si tratta di una storia d’amore senza fine: infinita appunto, ma lo è anche dal punto etimologico, e cioè di qualcosa che non finisce…sapevo già che avrei dato seguito al romanzo, quindi in definitiva le storie che narro non hanno fine, sono infinite appunto.

Esiste a suo parere un ‘destino’ predeterminato per ciascuno di noi, come affermavano gli stoici? Oppure qualcosa è anche determinato dal ‘caso’ o dalle scelte che facciamo?
Per me esiste una specie di destino “ibrido” oppure predeterminato, ma che a volte nei momenti cruciali possiamo tentare di cambiare con le nostre scelte. Mi spiego meglio, esiste una pre-determinazione con una certa libertà attraverso il nostro libero arbitrio.

Per informazioni sull’evento: rodolfo.baldassarri@gmail.com

http://rodolfobaldassarri.wordpress.com/

Presentazione: Romanzo “Infinito”
Autore: Rodolfo Baldassarri
Luogo: Antica Biblioteca Valle
Indirizzo: Largo del Teatro Valle, 7/9 Roma
Orario: 19

Prezzo: € 19,90
Pagine: 250
Editore: ego di David and Matthaus

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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