Ecologia del vivere: Una baraccopoli in mare aperto

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Di Peppe Mariani

Ho urtato lo sguardo contro i barconi d’immigrati che veleggiano nei nostri bellissimi mari. Sento parole che escono dal cuore pieno di dolore che cercano approdo nei territori dei senza anima e sperano di trovare solo uno spicchio di speranza.
immigratiSubito dopo ascolto l’apologia del giorno dopo, quella della compassione d’accatto sparata dai responsabili del giorno prima, quando era possibile fare ma non si è fatto. Vociano senza versare una stilla di amarezza, pronti a magnificare espressioni dispiaciute e parole grevi. Sono fotogrammi che si ripetono con ritmo sempre uguale e con dolore sempre più ineguale.
Il Papa visitò quei posti di approdo di così tante persone, dalla vita passata frantumata e quella futura senza speranza e scagliò, come solo lui sa fare, un messaggio d’indignazione sofferente all’Italia, all’Europa e al mondo. Poi continuò a soffermarsi ad ogni passo, dentro quel territorio del non senso, cercando di entrare nelle strettoie del nostro tempo, con parole, con gesti e con un attivismo lieve ma che non ha lasciato scampo: «Non globalizzate l’indifferenza».
Questo monito deve inevitabilmente albergare nelle nostre riflessioni. Trovare la soluzione, le risposte? Certamente, ma intanto trovare il passo giusto. Vivere e non illuderci di farlo nascondendo quei volti senza sorriso. Respirare la vita oltre l’incombenza. Saper osservare, ascoltare, per cogliere ogni parola di vita in quei volti pieni di sogni perduti. Accarezzare ogni emozione che sfiora in nostro camminamento e riuscire a gustare ogni sapore, piccolo o grande, che manteniamo velato per infingimento ma che ci giunge da quel tormento di corpi piegati per sempre. Trovare e accogliere anche un solo sorriso proveniente da quelle narrazioni.
Con la stessa perizia scoviamo un po’ di dignità nei territori ancora da scoprire che si celano dentro le parole degli amministratori della cosa pubblica.
Ventimila morti in vent’anni non possono rimanere solo un lampo di mezza estate.

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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