Eroi di celluloide e videogames

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Angelina Jolie nei panni di Lara Croft nel film Tomb Raider

Di Paolo Cappelli

Di trasposizioni cinetelevisive dei classici della letteratura ve ne sono state molte. Una su tutti è quella dei Promessi Sposi, sceneggiata per la televisione da Sandro Bolchi e magistralmente interpretata da Nino Castelnuovo e Paola Pitagora nella parte dei fidanzati manzoniani, oppure filmata, la cui prima versione risale addirittura al 1909.

Andando ancora più indietro, l’epopea degli eroi omerici dell’Odissea ha accompagnato l’adolescenza di tutti coloro i quali hanno seguito studi classici. In tempi moderni, sono state ideate e realizzare alcune opere sotto forma di cartone animato per avvicinare anche i più piccoli a queste pagine di letteratura antica ed alcuni film sono stati dei veri e propri blockbuster al botteghino: pensate a 300, Alessandro, o Troy.

Eppure recentemente si è registrata una certa inversione di tendenza nella trasformazione dall’antologia epica alla celluloide. In passato, l’epopea degli eroi classici passava dalle pagine pergamenate, fissate dal tramandarsi della tradizione, a una forma via via meno ingessata, grazie allo sviluppo del romanzo e al suo potere evocativo, che faceva perno sulla mutabilità anche di ciò che si considerava compiuto. Con il progresso, il passaggio al cinematografo e al cinescopio fu un passo breve e quasi obbligato.

Oggi, invece, sembra che gli eroi si possano fabbricare in casa, con pochi click e tanta immaginazione. Pensate a quell’archeologa dal fisico mozzafiato, esperta di arti marziali e dell’uso delle armi, che si lancia incessantemente alla ricerca di tesori perduti. Sì, mi riferisco a Lara Croft, geniale invenzione delle software house Core Design e Eidos Interactive del 1995. Famosa al punto da meritare una menzione nel Inoltre Guinness dei primati 2006 come “l’eroina dei videogiochi più famosa del mondo”, Lara è la protagonista di ben 8 capitoli di videogiochi, di fumetti, ma soprattutto di 2 film interpretati da Angelina Jolie.

Ora, consideriamo due fattori: il fatturato mondiale dei videogiochi ha raggiunto i 41,9 miliardi di dollari nel 2009 (nel 2004 era a 27,2 miliardi), crescendo del 3 percento rispetto all’anno precedente. L’industria del cinema nel 2009 ha ottenuto ricavi per 28,6 miliardi di dollari. Questo basta per dire che un eroe fatto di bit tira il mercato di gran lunga più che uno in carne e ossa impersonato da un attore. Ma perché scegliere, se si possono avere entrambi? In principio fu Tron (1982), seguito da The Last Starfighter e da Doom, Final Fantasy, Street Fighter, Pokemon, Super Mario Bros., e altri.

Si tratta comunque di due forme di intrattenimento molto diverse, anche e soprattutto in termini di partecipazione. Per questo, lo sforzo di chi traspone a mio avviso è massimo, in quanto non si tratta semplicemente di cogliere elementi essenziali da un contesto, e spostarli linearmente in un altro, ma piuttosto di riuscire a comprenderne i tratti caratteristici e di creare una  vera e propria nuova dimensione che riesca a catturare ed appassionare il giocatore, una combinazione non poi così scontata.

Quello che è certo è che questo tipo di film funziona, l’idea di creare personaggi funziona e funziona anche l’associazione tra le due versioni dei personaggi, con una differenza: dopo aver visto un paio d’ore di Metal Gear Solid andate a casa contenti e sereni. Se invece volete proprio trovare quel benedetto passaggio segreto, a volte, dovete sprecare la notte intera a cercarlo, almeno finché non suona la sveglia, che vi ricorda che si è fatto giorno…

Anna Esposito

Partenopea, agnostica, grafomane appassionata di politica e di buon vino. Non correggo il caffè. Direttore editoriale di Itali@Magazine.

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