Barbara Eramo incanta l’Auditorium con la sua Emily

di Eleonora Quadrana, foto di Serena De Angelis

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Dì tutta la verità ma dilla obliqua
Il successo sta in un circuito
Troppo brillante per la nostra malferma delizia
La superba sorpresa della verità
Come un fulmine ai bambini chiarito
Con tenere spiegazioni
La verità deve abbagliare gradualmente
O tutti sarebbero ciechi.

Forti e a tratti malinconiche le parole e la musica di Barbara Eramo, che accompagnata dall’ormai fedele collaboratore e amico Stefano Saletti, inebriano la sala studio delle’Auditorium Parco della Musica il 5 maggio.
L’occasione è la presentazione del nuovo disco “Emily ”, in questo progetto, oltre al già citato Stefano, l’accompagnano la bassista Martina Bertini, anche lei come noi ormai di casa all’auditorium, Filippo Schininà, energico batterista, Cristiana Della Vecchia alla tastiere, e Federica Fruscella e Andrea D’Apolito alla voce.
Come anticipa il titolo dell’album e i versi citati all’inizio dell’articolo, Barbara unisce la poesia di Emily Dickinson con la musica, entrambe sue grandi passioni, cercando un connubio tra atmosfere noir, sferzate rock e le parole aspre ma allo stesso tempo ben ponderate della poetessa ottocentesca.
Decisamente impegnativo ma stimolante sia per la Eramo che per Saletti, che abbandonano, per il momento, la world music e i loro strumenti quali oud e bouzouki per abbracciare chitarre, poesia e lingua per lo più anglosassone.
E’ doveroso, inoltre, sottolineare che è un disco autoprodotto e indipendente, scelta coraggiosa e controtendenza, un po’ come la Dickinson che raggiunse il suo successo difendendo sempre le sue idee e in suo modo di scrivere inusuale, particolare, ma senza dubbio geniale !