Giornata Nazionale della Mediazione Familiare

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L’Assemblea Nazionale AIMeF celebrerà la “Giornata Nazionale della Mediazione Familiare”  in Italia giovedì 21 ottobre 2010.

La data coincide con il “Conflict Resolution Day”  proclamato dall’ACR (Association for Conflict Resolution), in collaborazione con il World Mediation Forum, che si celebra il terzo giovedì di Ottobre di ogni anno.

Il Conflict Resolution Day è stato istituito nel 2005 da ACR per:

– Promuovere la conoscenza della mediazione, arbitriato, conciliazione ed altri modi creativi e pacifici di risolvere i conflitti.
– Promuovere la risoluzione del conflitto nelle scuole, nelle famiglie, nelle aziende, nelle comunità, nelle istituzioni governative e nel sistema legale.
– Riconoscere l’importanza del contributo apportato dai mediatori
– Ottenere una sinergia a livello nazionale, celebrando questa giornata in tutto il paese e in tutto il mondo, lo stesso giorno.

Nel 2005, per sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alla risoluzione dei conflitti ed i suoi importanti benefici, il Consiglio Direttivo di ACR ha adottato il 20 ottobre 2005, come giornata della “risoluzione dei Conflitti”. ACR ha coordinato i suoi sforzi con quelli di altre organizzazioni ed ha raggiunto enti locali e gruppi internazionali per costruire un interesse ad unire eventi locali con la giornata del “Conflict Resolution Day”. Eventi sono stati fatti in Canada, Portogallo e nei 22 stati degli U.S.A. Anche negli Stati Uniti numerose contee, città e stati hanno adottato proclami che designavano una giornata o un’intera settimana come celebrazioni della risoluzione dei conflitti. Nel marzo 2006, il Consiglio Direttivo dell’ACR ha proclamato il terzo giovedì del mese di ottobre come “Giornata della Risoluzione dei Conflitti”.

Il 21 ottobre 2010, i soci AIMeF, saranno presenti nelle piazze delle principali città d’Italia  (Arezzo – Avellino – Bari – Cagliari – Caserta – Catania – Catanzaro – Chieti – Cosenza – Cremona – Firenze – Genova – L’Aquila – Latina –Lodi – Massa Carrara – Messina – Mantova – Milano – Palermo – Perugia – Pescara – Potenza – Ragusa – Reggio Calabria – Roma – Siracusa – Taranto – Treviso –Verona –- e altre località più piccole)  a disposizione di coloro che vorranno acquisire maggiori informazioni sulla mediazione.

La Mediazione Familiare è uno strumento efficace di aiuto alla coppia in fase di separazione o di divorzio.

– La mediazione aiuta a risolvere i conflitti mediante la discussione produttiva.
– Le decisioni sono condivise. Vengono prese tenendo in considerazione i bisogni dei genitori e dei figli, affinché gli adulti possano prendere insieme decisioni sostenibili per tutti e, quindi, durevoli.
– E’ la soluzione migliore per i figli. Il rapporto genitori-figli non si interrompe con la separazione o il divorzio: la mediazione familiare favorisce e valorizza la bigenitorialità.

Ne parliamo con Matilde Mancini, mediatrice familiare A.I.Me.F.

Cos’è la “mediazione familiare”?
La mediazione familiare, in materia di divorzio o di separazione, è un processo in cui un terzo, neutrale e qualificato, viene sollecitato dalle parti per fronteggiare la riorganizzazione resa necessaria dalla separazione, nel rispetto del quadro legale esistente. Il ruolo del mediatore familiare è quello di portare i membri della coppia a trovare da soli le basi di un accordo durevole e mutuamente accettabile, tenendo conto dei bisogni di ciascun componente della famiglia e particolarmente di quelli dei figli, in uno spirito di corresponsabilità e di uguaglianza dei ruoli genitoriali.
La mediazione familiare rappresenta un percorso privilegiato nel quale la coppia ha la possibilità di negoziare tutte le questioni relative alla propria crisi e alla separazione/ divorzio, sia in ordine agli aspetti relazionali che a quelli economici.
La mediazione ha, quindi, anche l’obiettivo di riattivare un dialogo interrotto, nell’ottica di una riorganizzazione delle relazioni familiari, in vista dell’esercizio condiviso delle responsabilità e ruoli genitoriali.

Chi è il mediatore?
Il mediatore familiare è un esperto con una preparazione specifica e certificata, che, sollecitato dalle parti, si adopera come terzo neutrale, nella garanzia del segreto professionale ed in autonomia dall’ambito giudiziario, affinché i partner elaborino in prima persona un programma di separazione soddisfacente per sé e per i figli, in cui possano esercitare la comune responsabilità genitoriale.
Il mediatore ha l’obiettivo di promuovere e facilitare l’autonoma negoziazione tra le parti per agevolare il raggiungimento di accordi condivisi e durevoli. I genitori potranno così sperimentare un metodo di composizione dei conflitti che potrà essere riutilizzato nel futuro.

Cosa non è ?
La mediazione familiare non è né una consulenza legale, né una consulenza coniugale, né una terapia individuale o di coppia. Il mediatore rimanda gli interessati ad un professionista nei campi delle scienze del diritto o sociali, quando dovesse risultare necessario.
Il mediatore familiare non è quindi un esperto al quale rivolgere domande di natura tecnica in materia legale, finanziaria, psico – pedagogica o altro, egli è invece un “facilitatore”, un correttore della comunicazione tra le parti.
Il mediatore familiare inoltre non risolve i conflitti, ma cerca di mettere le parti in condizione di uscire da una situazione di empasse riacquisendo l’abilità del problem solving. Sebbene un buon intervento di mediazione possa avere effetti terapeutici, non si tratta di una psicoterapia, in quanto non si pone come obiettivo la riduzione dei sintomi e/o la modificazione della struttura della personalità; è un intervento circoscritto e con precisi obiettivi, centrato prevalentemente sul futuro, piuttosto che sul passato.

Come si svolge?
Il percorso di mediazione si svolge in un contesto neutro ed accogliente, in un numero circoscritto di incontri, con entrambe le parti confliggenti. Raramente si rendono opportuni incontri individuali. Il mediatore è tenuto al più stretto riserbo su tutto ciò che avviene nel corso della mediazione.
Ciascuna parte è libera di interrompere la mediazione in qualsiasi momento.
Il processo di mediazione è caratterizzato da una fase di pre-mediazione, essenziale per una prima prospettazione delle problematiche da affrontare, cui segue la mediazione vera e propria che, partendo dalle posizioni di ciascuno e dall’esplorazione ed identificazione dei bisogni, porterà all’elaborazione di più opzioni e, infine, alle soluzioni atte a raggiungere l’obiettivo prefissato, nel rispetto dei bisogni emersi.
Verrà, quindi, redatto un documento, sottoscritto dalle parti, nel quale saranno riportati i termini essenziali dell’accordo raggiunto. Ciò consentirà, se le parti lo vogliono, di giungere, in tempi molto più brevi, con costi notevolmente ridotti e con il supporto di un legale, ad una separazione/ divorzio consensuale.

Mario Masi

Mario Masi

Master in Scienze Ambientali. Autore di: "No Slogan, le bugie al tempo dei catastrofisti". Direttore responsabile di Itali@Magazine.

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