walt-whitman

Walt Whitman, buon compleanno per sempre

image_pdfimage_print

di Marina Capasso

Centonovantacinque anni fa, il 31 maggio del 1819, nasceva Walt Whitman, poeta, scrittore e giornalista statunitense che ci ha donato in eredità una profonda e passionale poesia. La sua produzione è da considerare walt-whitmaninnovativa non solo per la scelta audace dei temi, quali l’esplodere dell’eros e l’omosessualità, la morte e la vita viste molto da vicino, ma soprattutto per il modo in cui li tratta. Il suo linguaggio, infatti, è pregno di immagini evocative che tendono ad una fusione e ad una comunione con la natura e con i sensi. Nonostante soffrisse per una parziale paralisi causata da un colpo apoplettico, Whitman ci trasmette un eccezionale impulso vitale, uno sconfinato amore per la vita, che respiriamo in uno dei versi iniziali della sua raccolta: “Tu, lettore, che palpiti di vita e d’orgoglio e d’amore come me; Siano dunque per te i canti che seguono”. La sua opera non fu inizialmente compresa, tanto da suscitare in lui una insicurezza tale da pubblicare i suoi primi versi in forma anonima. Ma, dopo aver ricevuto un positivo giudizio dallo scrittore Ralph Waldo Emerson, decise di pubblicare una nuova edizione del suo capolavoro Foglie d’erba, questa volta con il suo vero nome. Riferimenti ai suoi versi sono rintracciabili ancora oggi in molti film e serie televisive; il più noto è presente nel film del 1989 L’attimo fuggente, per la regia di Peter Weir, largamente ispirato alle sue opere e ai suoi pensieri, in cui un magistrale Robin Williams, si cala nei panni di un professore dall’originale metodo d’insegnamento che stimolerà nei suoi studenti la curiosità di leggere e di scoprire liriche di Whitman ed altri poeti e di comporre essi stessi nuovi versi. Ma il suo lascito più forte e che ci consegna un monito indimenticabile, spingendoci a superare noi stessi ogni giorno e a lasciare qualcosa che esprima la nostra parte migliore nel mondo, sta nel componimento Ahimè! Ahi vita! Che recita: “Che v’è di buono in tutto questo, o Vita, ahimè? | Che tu sei qui – che esistono la vita e l’individuo,| che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuirvi con un tuo verso”. E come Whitman ci insegna, il nostro verso più incantevole è solo nelle nostre mani, dobbiamo solo scriverlo.

 

Redazione

Redazione

Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *