Zygmunt Bauman: l’Europa “laboratorio” per trovare soluzioni politiche e sociali

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di Marina Capasso

Ospite acclamato all’Auditorium in Roma, il noto sociologo e filosofo polacco di origini ebraiche Zygmunt Bauman, attraverso un dialogo con Eric Jozsef, corrispondente italiano di “Liberation” e direttore della baumanrivista “Eutopia. Ideas for Europe”, ha dipanato il tema dell’Europa, provando ad evidenziarne storia e problemi. Prendendo spunto delle ultime elezioni europee di maggio e dai risultati emersi dalle votazioni, Bauman cerca di spiegare i sentimenti che ne hanno dettato l’esito e accompagnato il percorso. Il sentimento antieuropeo ed antieuropeista che emerge in maniera così evidente, risulta essere, per il sociologo, una espressione di protesta. Il voto diviene, quindi, momento e occasione per manifestare delusione verso i precedenti governi che hanno provocato negli elettori una “fatica da frustrazione”, dovuta alle continue promesse politiche disattese. Cresce il tasso di disoccupazione e, di conseguenza, le disuguaglianze sociali, oltre ad aumentare, cambiano forma, provocando un crollo del “ceto medio” e delle passate sicurezze. Di conseguenza le famiglie trasmettono disorientamento, senso di impotenza ai loro figli, trasferendo loro sensazioni di instability, provocandone un crisi d’identità che li rende sempre più fragili in un mondo liquido. Occorre quindi, secondo Bauman, ripensare l’Europa come un processo ancora non portato a termine e, partendo dai valori di collaborazione e scambio che si sono fino ad ora costruiti, modificarne gli aspetti ancora carenti. Solo interpretando l’Europa come un “laboratorio” in cui lavorare per trovare soluzioni politiche e sociali adatte ai bisogni dei cittadini, si potrà iniziare a parlare veramente di Comunità, abbandonando l’ottica dei singoli continenti.

Redazione

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Tutto si integra nell’eterno ritorno: ciò lo sanno gli umoristi, i santi e gli innocenti. -Pier Paolo Pasolini

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