Una storia ‘antiquaria’: Roma e la Via dei Coronari

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Intervista a Michela e Roberto Borrazzi – “Devi Forme”

Di Stefania Taruffi

Quando a Roma si nomina la ‘strada degli antiquari’, ci si può riferire ad alcune vie in particolare, ma la prima che viene in mente è la Via dei Coronari.
Una volta si chiamava “Via Recta“, dal momento che era una delle poche strade di forma regolare presenti in quel tempo che, passando tangente allo “Stadio di Domiziano“, collegava la “Via Lata” con il ponte Neroniano, crollato alla fine del IV secolo. Nel Medioevo si chiamò “di Tor Sanguigna“, per la vicinanza con questa Torre e poi “dei Coronari” dai venditori di oggetti sacri (anche corone) detti anche “paternostrari“, i quali stazionavano in questo luogo perché percorso dai pellegrini che si recavano a S.Pietro.
DSC_0061 3La Via dei Coronari è nota da sempre per i numerosi negozi di antiquariato che la caratterizzano. Visitata dagli appassionati di tutto il mondo, alla ricerca di pezzi unici e preziosi, tappa storica di tutti i turisti di passaggio nella capitale e nei fine settimana anche meta dei romani, che non si sono mai fatti mancare una passeggiata in questa strada così affascinante e dal respiro ‘antico’. E’ sempre stata una strada ‘tradizionale’ e quasi tutte le attività, un tempo un’ottantina, esponevano prevalentemente un genere di stile d’antiquariato, senza contaminazioni moderne, a parte alcune, come il negozio Devi Forme, dal respiro più internazionale, che hanno saputo interpretare il cambiamento già in atto da qualche tempo in altri paesi.
Con la diffusione del minimalismo e del modernariato, negli anni alcuni negozi di Via dei Coronari si sono pian piano trasformati, adeguandosi ai cambiamenti del mercato antiquario internazionale e hanno introdotto pezzi unici dal design moderno” – spiegano i titolari del negozio Devi Forme, In Via dei Coronari 32, Michela e Roberto Borrazzi. “Alcune attività sono migrate nelle strade limitrofe e altre, per un cambiamento fisiologico, hanno chiuso, trasformandosi in attività ristorative o di articoli artigianali. Tale cambiamento è avvenuto per fortuna sotto la tutela dell’”Associazione Via dei Coronari“, attiva per anni, che ha controllato il passaggio a nuove tipologie di attività, vigilando che non fosse svalutata la strada con la vendita di generi inadeguati allo stile della famosa via storica. Ora le licenze sono libere e l’associazione non esiste più, ma sono ancora una quarantina i negozi d’antiquariato presenti sulla strada. Il resto si è trasformato in altro. Il cambiamento è considerato un normale ricambio al passo con le richieste del mercato. Ora la strada varia l’offerta commerciale ed è anche servita da attività ristorative e di supporto sia ai turisti, sia ai residenti, quindi è aumentato il confort della zona”.
Come per tante strade importanti di Roma, anche Via dei Coronari dunque aveva un’associazione di riferimento, che ha cercato di tutelare gli interessi e il valore storico della via, ma da qualche anno è stata chiusa. Tra i vari obiettivi raggiunti vi è stato anche il riconoscimento comunale del ‘valore storico’ della strada.
Anche la tipologia delle manifestazioni è cambiata nel tempo. Una volta la vita della Via dei Coronari era più compatta, ricca di iniziative comuni, rassegne speciali, iniziative promozionali, presentazioni che coinvolgevano tutta la strada e tutti i negozi. Ora le iniziative ci sono ancora, ma sono individuali, all’interno di ogni singola attività commerciale”.
In questo contesto s’inserisce il negozio antiquario ‘Devi Forme’ dei fratelli Roberto Michela Borrazzi, che vanta una lunga tradizione artigianale, artistica e di conoscenza dell’antiquariato.
10500271_827202277299175_1064642985670916668_nLa storia di questa famiglia di antiquari romani inizia nel 1955, quando nasce il primo laboratorio orafo e orologiaio del nonno materno, dove si forma la tradizione con la costruzione della manualità artigiana. I figli hanno poi trasformato la bottega in un negozio d’antiquariato, dove si è formata la tradizione e lo studio dell’antichità e dell’arte. Traferendo la loro attività in varie strade ‘antiquarie’, terminano la loro esperienza nei mercati di tutt’Europa. Roberto e Michela, l’ultima generazione della Famiglia Borrazzi, crescono in questo contesto e seguono i genitori nelle mostre, restando ‘contagiati’ dalla passione per l’antiquariato.
Il loro primo negozio di articoli d’antiquariato risale al 1992 : “Devi “, dalle inziali del nome e del cognome della mamma, Violetta Deramo. Da allora il nome si tramuta in Devi Forme. In questo periodo Roberto e Michela iniziano a introdurre insieme all’antiquariato anche il moderno elegante e raffinato, gradito alla clientela.
Nel 2006 prendono in affitto il primo negozio in Via dei Coronari, che si affaccia sulla piazzetta San Simone per poi trasferirsi nell’attuale.
Negli anni trascorsi a lavorare in un contesto ricco di oggetti antichi, tra gallerie, antiquari e splendide collezioni d’arte” spiegano Roberto e Michela, “siamo entrati in contatto con opere di artisti unici e conosciuti in tutto il mondo, che hanno fatto parte della storia di questo meraviglioso paese, così ricco di bellezza, qual è l’Italia. Nella nostra galleria sono passate tecniche, colori, forme, idee, oggetti preziosi, mobili, stili diversi, molte collezioni d’intagli. Queste ultime rappresentavano una sorta d’inventario di opere d’arte, soprattutto classica e hanno ispirato molto la nascita della nuova collezione di gioielli GrandTour”.
L’innovazione passa attraverso la creatività e l’esperienza nel settore e proprio il passato, la storia, le tradizioni, i miti hanno ispirato la creazione di questa nuova linea di gioielli, Gran Tour Collection, realizzati completamente a mano e unicamente in Italia. Un modo per salvaguardare l’artigianato e il ‘Made in Italy’, fatto di eleganza, gusto e stile e molto richiesti, soprattutto all’estero.
1902798_826634514022618_444859553249067722_nUn’idea unica e originale che nasce dall’esigenza di diversificare l’offerta di prodotti, modernizzarla, ampliarla, senza perdere l’anima antica della loro preziosa esperienza generazionale.
La collezione “GrandTour” s’ispira e prende il nome dal ‘Grand Tour‘, un lungo viaggio nell’Europa continentale, fatto dai ricchi giovani dell’aristocrazia europea dal XVII secolo e destinato a perfezionare il loro sapere. Questo viaggio poteva durare da pochi mesi fino a svariati anni. La destinazione finale era comunemente l’Italia, soprattutto la Roma antica, con i suoi monumenti e la sua ricca storia.
Durante il Tour, i giovani imparavano a conoscere la politica, la cultura, l’arte e le antichità dei paesi europei. Passavano il loro tempo facendo giri turistici, studiando e acquistando oggetti e opere d’arte e d’antiquariato.
In quel periodo grandi artisti italiani e stranieri, unitamente a botteghe artigiane, studiarono le opere più famose dell’epoca conservate nei musei e nelle collezioni private, proponendo l’arte antica classica e creando nuovi capolavori neoclassici e un’incredibile varietà di oggetti d’arte proposti in scatole, libri o pannelli decorativi. Ogni visitatore voleva assicurarsi almeno uno di questi ricercati souvenir.
La GrandTour Collection propone, in maniera analoga, ma in chiave più moderna, creazioni che sono ispirate al passato, ma che sono in grado di rinnovare lo stesso senso di stupore di fronte alle bellezze d’Italia, anche ai viaggiatori del presente che, acquistando un monile GrandTour, portano a casa un souvenir unico, che ricorderà al viaggiatore del suo viaggio in Italia.
Questa storia ci dimostra che il mercato antiquario non è in crisi, non sta perdendo attrazione tra i giovani, semplicemente si sta trasformando, al passo con i tempi, con i cambiamenti delle abitudini e dei gusti, con la crisi economica, mischiandosi con lo stile moderno e mantenendo un’anima antica, legata al passato, a un’artigianalità senza tempo, interamente, italiana che salvaguardia la notra ‘tipicità’, che ci ha resi famosi nel mondo.
Per info: www.grandtourcollection.com

Stefania Taruffi

Stefania Taruffi

Laureata in Lingue, co-fondatrice di Itali@Magazine. "Fare cultura" è la sua passione.

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